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Racconto “Un ultimo primo giorno di scuola”

Racconto “Un ultimo primo giorno di scuola”

Nota racconto

copertina storytelling

Il racconto “Un ultimo primo giorno di scuola” è stato scritto per il mese di settembre per la rubrica Storytelling Chronicles organizzata da Lady C. Ormai sono sempre presente a questa sfida mensile anche se questa volta sono arrivata in ritardo perché purtroppo l’ispirazione ha deciso di non farsi vedere. Il tema del mese era il “ritorno a scuola” e dopo aver pensato tanto su cosa scrivere, ho ripreso dei personaggi con i quali mi ero divertita in passato e che mi sembravano adatti per il tema. Inoltre questo racconto è stato pubblicato anche per la sfida di NarratoriDiStorie per il mese di settembre per il quale dovevo usare il colore rosso. Ecco a voi quindi un’altra puntata con James e Lily.

Trama racconto e info personaggi

Visto che il racconto presenta un momento della storia di questi personaggi, ho deciso di scrivere qualche informazione per rendere il quadro un po’ più chiaro.
Lily è una ragazza molto pratica, un genio incompreso che ha difficoltà a stringere amicizia e lasciarsi andare. Il nome intero è Lilian e per questo James la chiama fiore spesso. Il nome è stato scelto proprio per il suo significato: giglio.

James ha quasi cinque anni in più rispetto a Lily, diventano amici con il tempo e Lily impara molto da James sulle persone e su come sopravvivere a certe situazioni. Ovviamente lui è l’unica persona, oltre alla sua famiglia, con cui riesce ad essere se stessa senza nessun filtro.

Al e Meg sono Allan e Megan, gemelli, hanno l’età di Lilian e sono i cugini di James. Jack Anderson è il padre di Lilian e l’allenatore di una squadra di football, Moira è la madre e John, Thomas e Adam sono i fratelli. Annalise, Finn, Cristal e Mark sono compagni di college di Lily.

Il momento che ho deciso di raccontarvi oggi è il primo giorno dell’ultimo anno di college di Lily.

Inoltre lascio i link vari delle puntate precedenti.
Crisi di una notte di inizio estate con Jack che va fuori di testa per il primo appuntamento della figlia.
Crisi in una notte di inizio autunno che accade circa dieci anni dopo il primo appuntamento.
Un sogno di appuntamento dove Lily prova ad uscire con Finn ma il risultato è un disastro.
Un altro appuntamento da sogno dove Lily dà una seconda opportunità a Finn.
Il ballo di Natale dove James fa una sorpresa a Lily.
Questo è un appuntamento vero dove James cerca di mostrare a Lily cosa sia un appuntamento secondo le sue regole.
Una sorpresa per James dove Lily fa una sorpresa al suo amico, ambientato durante il secondo anno di college di Lily.
Lily e James: momenti, breve descrizione di un incontro speciale.
Non ho rubato, ho solo preso in prestito racconto natalizio.

Un ultimo primo giorno di scuola

copertina racconto

Il parco del campus era pieno di vita. Gli alberi quasi spogli e il tappeto di foglie per terra non erano riusciti a fermare l’entusiasmo dei gruppi che chiacchieravano e ridevano sotto i deboli raggi del sole. Le panchine erano piene, alcuni si erano seduti persino per terra. Era il primo giorno del nuovo anno e ormai gli studenti erano tornati tutti nel campus pronti per l’inizio delle lezioni.

Lily camminava piano continuando a guardarsi in giro, come se stesse cercando qualcuno in quel mare di facce e voci, per lo più sconosciute. Quando fu abbastanza vicina alla panchina, tirò fuori il suo solito sorriso timido e salutò tutti.

Cristal era seduta in braccio a Mark, Finn e Annalise erano uno accanto all’altro, mentre Meg continuava a litigare con Al su chissà quale argomento. Erano scene che Lily vedeva spesso, si era abituata a conoscere le dinamiche presenti tra i suoi amici, le loro espressioni e il loro modo di fare. Quel fatto la facevano sentire al sicuro, le dava una certezza in più sul fatto che non era sola e poteva contare su di loro.

«Tutto bene? Sei sempre in anticipo rispetto a noi. Cosa è successo?» Annalise la guardò in cerca di una spiegazione. Lily era come sempre in ordine, i jeans, le scarpe comode, la camicetta azzurra e la giacca, la borsa dalla quale non si separava mai. Niente era fuori posto e non c’erano indizi su cosa aveva causato il suo ritardo.

«Scusate, stavo sistemando tutto ciò che ho portato da casa e ho perso la cognizione del tempo. Entriamo?» La guardarono per un secondo e nessuno osò fare ulteriori domande. Annuirono semplicemente e si avviarono verso l’entrata principale. Avevano imparato che Lily non si apriva facilmente e che insistere creava spesso l’effetto contrario.

Era l’ultimo anno di college per tutti loro ed era un momento importante. Al stava già prendendo accordi per giocare a football da professionista per l’anno dopo, Meg stava creando il suo portafoglio e stava cercando collaborazioni per fare esperienza come giornalista, mentre Lily cercava di capire dove sarebbe andata a studiare dopo. Non aveva ancora preso una decisione sulla destinazione perché volevo analizzare bene tutti i dettagli prima di scegliere il posto dove avrebbe vissuto per almeno un paio di anni.

Prima di entrare nell’edificio principale si guardò un’ultima volta attorno e si arrese al fatto che la persona per la quale era arrivata in ritardo non sarebbe arrivata.

Il pomeriggio passò velocemente tra la presentazione del nuovo anno accademico, dei vari progetti e iniziative che l’università aveva in mente, dei nuovi corsi e delle attività. Finiti i vari appuntamenti della giornata, andarono tutti a cena in un ristorante appena fuori dal campus come avevano fatto per ogni ritorno dalle vacanze e poi decisero di andare in un club. Era diventata una tradizione quando erano al primo anno, cenare assieme e raccontarsi le novità per poi chiudere la serata festeggiando.

Lily cercò una scusa con la quale convincere gli altri ad andare senza di lei, tuttavia non riuscì nel suo intento. Ogni motivo era stato smontato dagli altri e alla fine si arrese e andò a vestirsi. Quando uscì dal bagno indossando il vestito rosso di Cristal, con le scarpe alte, i capelli sciolti e il trucco leggero, si fermò davanti agli altri per cercare il loro giudizio.

«Non vi sembra un po’ troppo per la serata?» Non era molto convinta dell’outfit che Meg e Cristal avevano preparato per lei, ma quando dichiararono tutti che stava benissimo non riuscì a far altro che assecondarli e andare via. Quando si trattava di moda e di vestiti, si fidava sempre delle sue amiche perché non usciva spesso dalla sua confort zone, quindi aveva bisogno del loro appoggio per lasciarsi andare.

Quel giorno inoltre era era l’inizio dell’ultimo anno e alla fine di tutto, avrebbe dovuto cavarsela da sola da qualche parte nel mondo, lontano dagli amici che l’aveva sostenuta da vicino dall’inizio del college. Era importante per lei perché per la prima volta dopo tanto tempo avrebbe dovuto sforzarsi per fare amicizia, senza avere nessuno che la aiutasse.

Arrivati al club, presero posto al solito divanetto in un angolo, ordinarono dei drink poi si alzarono per ballare.

«Devi ballare, sei con noi e sai che non ti lasceremo mai sola. Bisogna divertirsi finché non abbiamo ancora le serate impegnate a far compiti e a studiare per gli esami.» Al prese la mano di Lily e la trascinò sulla pista da ballo.

Ogni volta che facevano un’scita del genere, qualcuno di loro ballava con lei sapendo che altrimenti sarebbe rimasta sul divanetto tutta la serata perché non riusciva a fidarsi delle persone che non conosceva e soprattutto non riusciva a condividere il suo spazio vitale con loro. Al, Meg, Cristal e gli altri si erano abituati a questo suo modo di essere e non si erano mai lamentati, persino quando uscivano con i rispettivi partner non la lasciavano mai da sola.

Al e Meg iniziarono a ballare accanto a lei e piano, piano, Lily iniziò a sciogliersi e divertirsi. Ad un certo punto sentì qualcuno dietro di lei mentre le appoggiava le mani sui fianchi. Si bloccò subito mentre cercava una via di fuga ma appena sentì un profumo e una voce conosciuta, si rilassò e sul suo viso comparse un sincero sorriso.

«Questi ragazzi ti stanno letteralmente sbavando dietro, li hai mandati in tilt con questo vestito, fiore.» James le parlò accanto all’orecchio per farsi sentire visto il volume alto della musica. Era consapevole che quel suo gesto da fuori poteva essere interpretato in modo diverso, tuttavia non si sarebbe allontanato. Per quella sera sarebbe stato accanto a lei senza lasciarla neanche un istante perché sapeva che il tempo che avrebbero passato assieme sarebbe diminuito ancora. I vari impegni li avevano portati ad allontanarsi e una volta che Lily avrebbe finito il college, quella distanza che si era creata sarebbe persino aumentata.

«Sei venuto alla fine. Pensavo ti fossi dimenticato che iniziavo oggi.» Lily si girò e lo abbracciò. Da quando lo aveva conosciuto, James era stato un punto fermo per lei, soprattutto il primo giorno di scuola. L’aveva sempre accompagnata o aspettata all’uscita e lei quel giorno era rimasta in attesa continuando a cercarlo tra la folla. Era lui il motivo del ritardo, lo aveva aspettato fino all’ultimo, con la speranza di averlo accanto un’ultima volta. Si sentiva più sicura quando lui era vicino, come se potesse conquistare il mondo.

«Ho avuto un ritardo per colpa dell’aereo, ma alla fine sono arrivato. Era il tuo ultimo primo giorno di scuola, non potevo mancare. Avrei voluto essere accanto a te oggi. Come è andata?» La tirò più vicino e iniziò a ballare sulla musica lenta, in uno stretto abbraccio.

«Ho ascoltato le presentazioni dei progetti, dei corsi che seguirò, ho preso appunti e ho fatto uno schema con le cose che mi interessano di più per approfondire in un secondo momento.»

«Niente di nuovo allora, la solita Lily organizzata e precisa.» James sorrise mentre la stringeva ancora di più. Voleva godere di quei momenti che sapeva sarebbero diventati sempre di meno.

«Solo perché tu sei sempre stato disorganizzato, non significa che tutti devono essere così.» Sbuffò piano e cercò di allontanarsi ma James glielo impedì e la ritirò vicina a lui ridendo piano.

«Calma principessa, sai che ho sempre apprezzato il tuo ordine. Quando vuoi, la mia agenda aspetta di essere sistemata come si deve.» La musica cambiò e il ritmo diventò più sensuale. Al e Meg sorrisero mentre James iniziò a muovere i fianchi seguendo la canzone e trascinando con sé anche Lily. Era l’unico che riusciva a spingerla oltre i suoi limiti e a convincerla a lasciarsi andare al divertimento senza troppi sforzi.

«Da quando sei arrivato tu, tutti i ragazzi si sono allontanati, stai rovinando le loro possibilità, lo sai Weston?» Cristal lo fulminò mentre prendeva posto accanto a Lily sul divanetto, senza mai spostare il braccio che teneva attorno alla sua vita.

«Se la mia presenza li spaventa, allora non sono degni nemmeno di guardarla, figuriamoci di avvicinarsi.»

«Non puoi tenere tutti lontani da lei, stai diventando peggio di Jack, lo sai?»

«Se Lily decide di voler qualcuno di loro vicino, io non glielo impedirò di certo. Deve essere lei però a scegliere cosa desidera.» James si avvicinò a Cristal per farsi sentire solo da lei mentre Lily era impegnata a parlare con Meg.

«Non lo farà mai finché ci sarai tu, quindi decidi se vuoi stare con lei o se la lasci libera James. Lily non potrà mai accordare la sua fiducia ad un altro uomo finché tu avrai la sua completa attenzione.» Cristal lo guardò per un istante e poi si allontanò, senza aspettare una risposta. Sapeva che James aveva bisogno di digerire quelle parole e comprendere il loro vero significato e che non sarebbe stato facile per lui.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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