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Racconto “Un Halloween in famiglia”

Racconto “Un Halloween in famiglia”

Nota racconto

copertina storytelling

Il racconto “Un Halloween in famiglia” è stato scritto per il mese di ottobre per la rubrica Storytelling Chronicles organizzata da Lady C. Anche questo mese sono riuscita a produrre qualcosa, anche se non mi ha convinto molto come accade spesso negli ultimi tempi. Il tema del mese prevedeva di usare “castagne” e “foglie”. Due elementi generici eppure non sapevo da cosa partire. Ho scelto di scrivere un altro momento su James e Lily, prima o poi credo che unirò i vari momenti in una storia a capitoli, ma per il momento mi diverto a usarli quando riesco.

Trama racconto e info personaggi

Visto che il racconto presenta un momento della storia di questi personaggi, ho deciso di scrivere qualche informazione per rendere il quadro un po’ più chiaro.
Lily è una ragazza molto pratica, un genio incompreso che ha difficoltà a stringere amicizia e lasciarsi andare. Il nome intero è Lilian e per questo James la chiama fiore spesso. Il nome è stato scelto proprio per il suo significato: giglio.

James ha quasi cinque anni in più rispetto a Lily, diventano amici con il tempo e Lily impara molto da James sulle persone e su come sopravvivere a certe situazioni. Ovviamente lui è l’unica persona, oltre alla sua famiglia, con cui riesce ad essere se stessa senza nessun filtro.

Al e Meg sono Allan e Megan, gemelli, hanno l’età di Lilian e sono i cugini di James. Jack Anderson è il padre di Lilian e l’allenatore di una squadra di football, Moira è la madre e John, Thomas e Adam sono i fratelli. Annalise, Finn, Cristal e Mark sono compagni di college di Lily.

Il momento che ho deciso di raccontarvi oggi è il 30 ottobre di un anno particolare per Lily perché James sarà nuovamente lontano da lei.

Inoltre lascio i link vari delle puntate precedenti.
Crisi di una notte di inizio estate con Jack che va fuori di testa per il primo appuntamento della figlia.
Crisi in una notte di inizio autunno che accade circa dieci anni dopo il primo appuntamento.
Un sogno di appuntamento dove Lily prova ad uscire con Finn ma il risultato è un disastro.
Un altro appuntamento da sogno dove Lily dà una seconda opportunità a Finn.
Il ballo di Natale dove James fa una sorpresa a Lily.
Questo è un appuntamento vero dove James cerca di mostrare a Lily cosa sia un appuntamento secondo le sue regole.
Una sorpresa per James dove Lily fa una sorpresa al suo amico, ambientato durante il secondo anno di college di Lily.
Lily e James: momenti, breve descrizione di un incontro speciale.
Non ho rubato, ho solo preso in prestito racconto natalizio.
Un ultimo primo giorno di scuola Lily inizia il suo ultimo anno di college.

Un Halloween in famiglia

copertina racconto

L’arrivo dell’autunno in casa Anderson era un po’ come un secondo gennaio: iniziavano la scuola e la nuova stagione sportiva e quei due fatti determinavano l’organizzazione dell’agenda di tutti i membri della famiglia fino all’estate dell’anno dopo. Ovviamente non facile incastrare tutti i loro impegni, soprattutto quando erano ormai adulti e vivevano in posti diversi. Nonostante tutto, però, riuscivano ad organizzarsi per passare del tempo assieme.

Moira e Jack erano diventati molto abili a pianificare tutto nei minimi dettagli, visto il lavoro e i figli. Da quando si erano sposati avevano affinato la tecnica tanto che ormai erano imbattibili. Quando iniziava la nuova stagione per Jack, si mettevano attorno al tavolo con i calendari dei vari impegni e stilavano un loro programma. Era l’unico modo per tener traccia di tutto. Con quattro figli, tre dei quali sportivi, con le conferenze di Lily, le partite di Jack e gli eventi di Moira, il minimo dettaglio fuori posto poteva mandare in crisi tutti. Per loro era importante essere informati su ciò che gli altri stavano facendo perché in questo modo riuscivano ad essere partecipi anche se non erano vicini fisicamente. E soprattutto era l’unico modo per trovare dei giorni da passare in famiglia.

Alcuni momenti erano quasi sacri per tutti gli Anderson: il ventisei dicembre, l’anniversario del matrimonio di Jack e Moira, i compleanni dei vari membri e ovviamente Halloween. E non poteva essere festeggiato in modo normale, ma secondo le loro regole: addobbi e costumi a volte di gusto discutibile, caramelle e dolci di ogni genere e tipo, zucche cucinate e intagliate e ovviamente le castagne mentre si raccontavano gli ultimi aggiornamenti.

Quell’anno, il giorno prima, Jack tornò a casa e trovò una sorpresa: Thomas e Jennifer erano già arrivati. Non ebbe nemmeno il tempo di chiedere loro come mai fossero in anticipo che la porta di casa si aprì e Adam e Daisy entrarono parlando tra loro. La grande casa degli Anderson, silenziosa per la maggior parte dell’anno, stava diventando chiassosa e quella era una cosa che Jack e Moira adoravano.

«Siete arrivati tutti prima del previsto, vi stavamo aspettando per domani.» Jack guardò i figli e cercò di capire cosa stessero nascondendo. Non era da loro dire una cosa e poi farne un’altra, almeno non in quelle occasioni.

«Sta arrivando anche lei, devo andare a prenderla in aeroporto tra poco.» Adam guardò qualcosa sul telefono, digitò velocemente una risposta e poi lo rimise in tasca. Una delle regole dei ritrovi degli Anderson era: usare il telefono il meno possibile. Comprendevano bene il fatto che era impossibile staccarsi da tutto, ma quando erano assieme per qualche festa o vacanza, cercavano di passare più tempo con le persone e di conseguenza lasciar perdere la tecnologia.

«Visto che siete qua e a quanto pare nessuno mi dice cosa sta succedendo, mi aiutate a finire gli ultimi addobbi? Vostra madre ha tirato fuori tutte le scatole dal garage, ma non siamo riusciti a finire di sistemare le cose.» Jack si tirò su le maniche della felpa, prese la prima scatola e poi andò fuori seguito da Thomas e Adam. Una volta in giardino, videro un’altra macchina entrare sul vialetto. John e Shanon scesero e iniziarono a tirare fuori vari regali dal bagagliaio.

«Anche voi presto? Cosa mi state nascondendo?» Jack lasciò cadere per terra la finta ragnatela che aveva in mano, incurante delle foglie cadute dagli alberi. Si avvicinò ai nuovi arrivati e iniziò a squadrarli in cerca di indizi. Aveva studiato gli avversari per anni per capire come contrastarli, poi aveva dovuto imparare a conoscere bene la sua squadra per poterla allenare al meglio e quello ovviamente lo aiutava nella vita di ogni giorno.

«Una volta riuscivamo a mentire con più facilità, non ci scoprivi in così poco tempo.» John rise piano. Lui era sempre stato più calmo, stranamente, aveva ereditato in parte il carattere della madre, più pacato. Si era trovato poche volte a dover mentire al padre e ogni volta si era fatto scoprire con facilità. «L’altra sera abbiamo parlato con Lily e così abbiamo deciso di farle una sorpresa. A lei piace questa festa quindi ci siamo organizzati tutti per arrivare prima e passare più tempo con voi e con lei.»

«E perché questa decisione? Cosa succede con Lily?» Improvvisamente gli addobbi lasciati per terra sull’erba, le foglie che il vento faceva posare sulle scatole aperte accanto al vialetto, erano diventati dettagli insignificanti per Jack. La preoccupazione gli si leggeva in faccia e tutto il resto era passato in secondo piano.

«Adam ha parlato con Al e ha saputo che James non tornerà qui a breve. Per lavoro è stato mandato a Vancouver.» Non aveva bisogno di aggiungere altro. Jack sapeva cosa poteva significare quella notizia per sua figlia. Avrebbe avuto bisogno della sua famiglia e quello spiegava come mai tutti fossero tornati a casa prima del previsto.

«Gli farò un bel discorso prima o poi a quel ragazzo.» Jack continuò a borbottare mentre ritornava ad appendere le ragnatele tra gli alberi spogli del giardino.

Una volta finito di sistemare gli addobbi, tornò in casa a intagliare la zucca con Adam mentre John e Thomas andarono all’aeroporto per prendere Lily. La sera mangiarono tutti assieme, raccontandosi le ultime novità e i nuovi progetti.

Quando gli altri si ritirarono per la notte, Adam uscì fuori in terrazzo dove Lily stava seduta da sola.

«Ti ho portato una coperta e una tazza di the. Le poche castagne rimaste erano ormai fredde e quindi non sarebbero state d’aiuto per riscaldarti. E visto che prima non lei toccate, ho pensato non le volessi.» Adam le mise la coperta sulle spalle e si sedette accanto a lei sul divanetto che aveva in terrazza. «Come stai veramente? Non sei mai riuscita a nascondere bene ciò che provi quindi vederti sorridere solo per mamma e papà è stato strano. Sai che puoi dirci tutto senza dover far finta di star bene?» Adam la guardò e cercò di farle capire che l’avrebbe aiutata in qualsiasi modo. Aveva quattro anni in meno, a volte non vedevano le cose allo stesso modo, tuttavia, nel corso degli anni era stato molto più vicino a Lily che ai suoi fratelli ed era quello che forse la capiva meglio in alcuni momenti.

«Pensavo di essermi abituata all’idea di conoscere nuove persone e non poter sempre avere accanto i vecchi amici, ma a volte non è per niente così. Non sto bene e non so nemmeno quale sia la causa.»

«Hai condiviso molti momenti con James, ti ha accompagnata in alcuni degli eventi fondamentali della tua vita come il ballo di fine liceo, quello al college, il diploma, la laurea, c’è sempre stato. È normale essere triste perché adesso lo vedrai di meno.»

«Neanche negli ultimi anni ci siamo visti spesso: lui era a New York o in giro per il mondo, io a studiare in Europa. Non cambia nulla eppure sto male. Per questo non ho mangiato le castagne, ogni anno finivo per pulirle mentre lui le rubava e le mangiava e questa volta lui non c’era.»

«Adesso si spiega la cosa. Forse sei stata male anche fino adesso, ma non hai avuto il coraggio di ammetterlo. A volte nascondiamo quello che proviamo persino a noi stessi.» Adam la abbracciò e rimasero così fuori senza parlare più. Nessuna parola poteva cambiare la situazione e Adam aveva imparato che a Lily non servivano grandi discorsi, ma solo essere compresa. Bisognava attendere i suoi tempi e farle sapere che aveva un sostegno, nonostante tutto. In fondo era così che James era riuscito a conquistare la sua completa fiducia.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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6 Comments

  1. Anne Louise Rachelle

    Direi che l’idea di fare una storia a capitoli su questa meravigliosa famiglia è geniale! Prendila in seria considerazione mi raccomando! Anche questo episodio è ben scritto e soprattutto con bei messaggi sullo sfondo, senza contare il tema perfettamente rispettato anche se non era poi così scontato o facile! Quindi bravissima anche questa volta e non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo racconto 💜

  2. Ciao Liv!
    Quando ci darai il loro romanzo? Perché Lily e James lo meritano davvero!
    Questo nuovo tassello della loro storia, oltre a essere adattassimo ai temi, regala un altro punto di vista sul rapporto complesso che li lega, una chiave più triste dell’ultima volta che li abbiamo visti insieme, eppure capace di farne volere ancora.
    Ti prego, scrivi la loro storia, sei bravissima e tu e i personaggi meritate di farvi conoscere!

  3. Giusy

    Un momento pervaso dalla malinconia di una storia che continuo a leggere con sempre maggior passione. È bello scorgere tanti momenti di questa famiglia e di tutti gli amici che la circondano. Aiuta ad affezionarsi e comprendere i vari personaggi.

  4. Giusy

    Un momento pervaso dalla malinconia di una storia che continuo a leggere con sempre maggior passione. È bello scorgere tanti momenti di questa famiglia e di tutti gli amici che la circondano. Aiuta ad affezionarsi e comprendere i vari personaggi.

  5. Che bello leggere ancora di loro. Questa volta c’è molta tristezza e, come sempre, i tuoi personaggi riescono sempre a rimanere impressi nel cuore. Bravissima come sempre, Liv, e alla prossima.

  6. Silvia Maria Bragalini

    Ciao Liv!
    Come ti ho già detto il mese scorso, mi piacciono un sacco questi “missing moments” e mi piacerebbe tanto che la storia di James e Lily venisse sistemata in una veste più “strutturata”.
    La festa di Halloween è molto sentita in America, quindi hai fatto bene a porla al centro di un ritrovo familiare.
    Se poi il mese scorso era la gelosia di James ad essere sospetta, stavolta lo è la tristezza di Lily!
    Se posso fare un’osservazione, ho avuto l’impressione che il tema delle castagne sia più ben definito e quello delle foglie meno, a parte degli accenni nell’ambientazione, ma il racconto funziona benissimo anche così.
    Brava davvero e alla prossima!

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