Racconto “Questo è un appuntamento vero”

Nota racconto Storytelling

Buongiorno. Il racconto “Questo è un appuntamento vero” è stato scritto per la rubrica Storytelling Chronicles organizzata da Lady C. Il tema per questo mese era l’ambientazione tetra e cupa di un castello. Non so quanto sia stato così, ma spero di non essere andata troppo fuori tema.

copertina storytelling

Storytelling Chronicles è un appuntamento fisso ogni mese anche se spesso arrivo all’ultimo. Strano ma vero, siamo solo al 3 ottobre e io ho scritto la storia. Non so che raptus di ispirazione mi abbia colpito, ma una volta finita ho deciso che dovevo pubblicarla perché altrimenti rischio di modificarla mille mila volte. Siccome sono masochista e mi piace complicarmi la vita, ho deciso di provare con la famosa sfida di scrittura writober per la quale è prevista una storia al giorni dal 1 ottobre fino al 31, ognuna con un tema/input diverso. Prendiamo due piccioni con una fava e consideriamo questa storia come la prima, con il tema “riflesso“. Leggendo si capirà il perché.

Trama

Lily e James si conoscono per caso e stringono un legame sempre più forte con il tempo. In questo episodio (perché ormai è diventata una storia a puntate anche se senza un ordine cronologico ben preciso), James porta Lily in un castello per farle vivere quello che secondo lui è un appuntamento come si deve (per citare proprio il personaggio).

Breve introduzione

James e Lily sono nati per caso, quando la consegna di una sfida è stata “la piccola di casa esce per il suo primo appuntamento e uno dei genitori va fuori di testa”. In quel momento sono nati Jack che impazzisce perché la sua piccolina, Lily, va ad un appuntamento con un ragazzo, James; Moira che ride per il comportamento esagerato del marito ed è contenta per sua figlia. Nel corso del tempo poi si sono aggiunti Adam, Thomas e John, i fratelli di Lily, Finn un amico di Lily che ha provato ad uscire a un appuntamento con lei, con risultati disastrosi. I racconti accadono in diversi momenti di un arco temporale che per il momento copre circa dieci anni.

Crisi di una notte di inizio estate con Jack che va fuori di testa per il primo appuntamento della figlia.
Crisi in una notte di inizio autunno che accade circa dieci anni dopo il primo appuntamento.
Un sogno di appuntamento dove Lily prova ad uscire con Finn ma il risultato è un disastro.
Un altro appuntamento da sogno dove Lily dà una seconda opportunità a Finn.
Il ballo di Natale dove James fa una sorpresa a Lily.

Questo è un appuntamento vero

copertina racconto questo è un appuntamento vero

Doveva essere una giornata tranquilla, con sole e un clima mite. James aveva guardato il meteo negli ultimi giorni organizzando quel pomeriggio nei minimi dettagli. Purtroppo per lui, la natura aveva altri piani. Erano in macchina per strada quando vide scomparire il sole dietro le nuvole. Sperava in una cosa passeggera, tuttavia la situazione non sembrava migliorare. Stava imprecando dentro di sé perché nulla era andato secondo i suoi piani.

Si era svegliato presto ed era andato nella pasticceria che avevano trovato la settimana prima per prendere la torta che Lily aveva amato e la trovò chiusa. Aveva dovuto cercare su maps un altro posto sperando di trovare qualcosa di commestibile. Il prossimo punto sulla lista erano i fiori ma il traffico lo aveva fatto ritardare così tanto che rischiava di saltare il pranzo quindi aveva lasciato perdere. Aveva in mente di fare una passeggiata la sera e portare Lily in giro per la città, ma sarebbe stato troppo freddo visto che il vento aveva fatto la sua comparsa e non accennava a smettere. Aveva preparato una playlist da ascoltare in macchina durante il tragitto ma il lettore si era rifiutato di leggere la chiavetta per chissà quale ragione. Tutto il suo piano organizzato con tanti dettagli era diventato nel giro di poche ore improvvisazione pura.

Arrivarono a destinazione e fu felice di trovare aperto. Gli mancava solo che il castello fosse chiuso e la sua giornata sarebbe diventata infernale.

«Che posto è questo?» Lily girò su se stessa e ammirò il paesaggio attorno. Erano in cima a una collina davanti a un cancello che sembrava uscito da un film dell’800, dietro il quale si ergeva un castello imponente. Non sembrava enorme, tuttavia aveva due torri altissime, rivestite di pietra scura che gli dava un’aria importante e un po’ spettrale allo stesso tempo. Le nuvole scure, il grigio cupo del cielo, la nebbia attorno alla collina e i colori autunnali facevano sembrare il tutto come un quadro uscito dal periodo gotico.

«Una principessa come te deve ogni tanto tornare nel suo habitat naturale. Questo è il castello del duca di Northumberland, uno di tutti quelli che ha. Non è abitato ed è aperto ai visitatori. Girano parecchie storie sul posto.» Chiuse la macchina e poi andò accanto a lei prendendola per mano. Era un gesto che faceva inconsciamente quasi, stava bene a sentirla vicina a lui e non voleva rimuginare troppo sul significato. Era diventato il suo sport preferito quello di scacciare via i dubbi e non porsi troppe domande. Non era superficialità la sua ma paura delle risposte.

«Mi hai portato in un posto infestato? La tua idea di farmi vedere come si svolge un appuntamento serio credo sia un po’ distorta. Non è romantico, quindi non puoi dire che sai fare più di Finn o Jasper. A loro è andata male per delle semplici coincidenze.» Lily si girò verso di lui aspettando una risposta, senza tuttavia liberarsi dalla sua stretta. Non lo faceva mai, se James la prendeva per mano lei rispondeva, se lui la abbracciava, lei lo lasciava fare. Stava bene in quei momenti così vicina a lui e non avrebbe mai potuto allontanarlo.

«Chiariamo una cosa, principessa. Finn ti ha portata in un giardino pieno di fiori e hai rischiato di soffocare, sei stata per tre giorni con gli occhi gonfi e il naso chiuso. Poi per rimediare, ti ha portato in spiaggia quando è arrivata una tempesta e sei tornata a casa con sabbia persino nelle mutande. Non mi pare sia proprio intelligente il ragazzo quando deve portare una bella ragazza ad un appuntamento.» Sbuffò quando si ricordò di tutti quei dettagli. Quando aveva visto Lily con gli occhi gonfi e rossi, aveva voluto prendere il primo aereo e andare a spaccare la faccia a quello che lui riteneva un ragazzino stupido.

«Apprezziamo l’impegno almeno.» Lily alzò gli occhi al cielo perché quella conversazione l’aveva sentita troppe volte. Suo padre che aveva insultato i due ragazzi, i suoi fratelli che si erano messi a dare soprannomi strani e a citarli ad ogni cena o pranzo, per ridere e ovviamente James che era stato senza pietà con le sue sentenze.

«Finn potrebbe salvarsi solo perché si è trovato un’altra ragazza e la tratta bene. Jasper invece no, è solo un idiota che non usa il cervello. E non pensare di poterlo difendere perché non ci sono scuse. Ti ha invitata ad uscire portandoti in un locale da due soldi per poi cercare di infilarsi nelle tue mutande dicendoti che era così perso di te che non riusciva a starti lontano.» Le ultime parole gli uscirono quasi ringhiate e senza dire altro si girò e iniziò a camminare verso l’entrata del castello, il tutto senza mai lasciare la mano di Lily.

«Forse ha avuto poco tatto e non è scattata nessuna scintilla con il suo bacio, ma non puoi insultarlo. Non puoi farlo con ogni ragazzo che si avvicina, non sono una bambina e non mi spezzo se qualcuno prova a toccarmi il sedere. L’ho fermato e lui ha compreso. Fine della questione.»

«Dovrei spezzargli le mani per averci provato, se lo incontro è un uomo morto. E tu non difenderlo perché non merita nulla da parte tua.» Sbuffò e continuò la strada senza dire altro.

Lily sorrideva dietro di lui vedendolo così imbronciato, tuttavia non riusciva a capire perché era così scontroso quando saltava fuori quel argomento. Gli erano voluti circa due anni per parlare con Finn senza fulminarlo e lo aveva accettato solo perché ormai faceva coppia fissa con Annalise ed erano visibilmente innamorati. Per Jasper invece continuava ancora ad imprecare nonostante fosse successo tutto diversi mesi prima.
Dopo il ballo di Natale, James l’aveva accompagnata a quello di fine anno. Durante le vacanze estive invece non si erano visti perché lui aveva lavorato a New York mentre lei aveva fatto un viaggio con gli amici. Quando tornò al campus, Lily ricevette la risposta per una borsa di studio a Oxford e così fece i bagagli e da un mese si trovava nella piovosa Inghilterra. Avrebbe passato lì quasi tutto l’anno accademico, sarebbe tornata a inizio giugno per l’esame finale e la laurea.

Siccome era sola, James aveva chiesto di lavorare in Europa e così l’aveva raggiunta la settimana prima. Avrebbe lavorato a Londra principalmente, tuttavia era vicino a lei e nello stesso fuso orario.

Avevano passato gli ultimi giorni assieme. Lei andava a lezione mentre lui sistemava i progetti e lavorava con il suo team a distanza, e la sera andavano a fare passeggiate, a mangiare fuori e poi guardavano i film sul divano fino a tardi. Il fine settimana prima erano andati a Londra e avevano fatto i turisti. Questa volta invece James aveva accettato una scommessa con Lily e le avrebbe fatto vedere cosa significava portare una ragazza a un appuntamento serio.

Il castello del duca di Northumberland era la prima fermata di quel venerdì pomeriggio. Aveva un piano per tutto il fine settimana, anche se per qualcosa doveva improvvisare visto che non tutto era andato come voleva lui.

«Mi racconti la storia del posto allora?»
Mentre entravano, James le sorrise e la tirò più vicino a lui. «Si dice che centinaia di anni fa qui abitasse un giovane molto attraente, lo scapolo ambito di tutti i castelli vicini.»
«Davvero? E per caso stai per dirmi che era alto, con gli occhi blu e i capelli scuri spettinati?» Lily gli tirò un’occhiataccia mentre James scoppiò a ridere.
«Principessa, mi hai detto di raccontarti la storia. Non puoi interrompermi solo perché non ti piace la descrizione dei personaggi.»
«Stavi descrivendo te! Se racconti una storia, bisogna essere oggettivo e riportare i fatti in modo scrupoloso.»
«Stiamo parlando di una storia che si tramanda a voce, di generazione in generazione. Nessuno sa se sia solo una leggenda, quindi i fatti oggettivi e scrupolosi non c’entrano. Uccidono il romanticismo, fiore.» Continuò a ridere mentre passò nella prossima stanza da visitare.
«Questa per esempio era la stanza dove pranzava circondato dai suoi uomini di fiducia.» Iniziò a raccontare storie e aneddoti di cose palesemente inventate, ma che facevano ridere Lily, così continuò con le assurdità camera dopo camera fino a quando raggiunsero il primo piano.

«Questa era la stanza da ballo. Si dice che le serate organizzate in questo posto fossero magiche, tutti ballavano fino a stancarsi, le dame con i vestiti scintillanti e gli uomini eleganti che le conquistavano sulle note allegre dei musicisti.» Mentre Lily fece il giro osservando attentamente i dettagli, James tirò fuori il telefono e fece partire una canzone. Aveva trovato quella giusta per il momento e il suo racconto: “Enchantress”.

«Mi concedete l’onore di questo ballo principessa?» Fece un inchino e quando lei ridendo gli diede la mano, James sorrise. La tirò vicino a lui e la fece girare per la stanza sulle note di quella canzone. Non era romantica, non aveva nemmeno delle parole, ma le note bastavano per rendere tutto magico.
«Sai che rischiamo di essere buttati fuori a calci perché stiamo ballando in un castello che è un museo?»
«Sempre pessimista pronta a rovinare il momento. Fiore, non sono uno sprovveduto come quei ragazzini che ti hanno invitato a uscire, io penso a tutto davvero. Potrei aver detto al tipo della sorveglianza che ho intenzione di far capitolare la mia ragazza e chiederle di sposarla, ma per questo avrei dovuto essere romantico e conquistarla prima.»
Lily scoppiò a ridere mentre arrivarono le note finali della canzone. «Tu sei fuori di testa davvero. E se capisse che non è vero?»
«Diciamo che tu stai al gioco e mi guardi con ammirazione e amore, visto il mio gesto eclatante, non avremmo problemi. Ci stai? Altrimenti non ti racconto come finisce la storia del duca.»

Nonostante il tutto fosse davvero una storia da matti, Lily decise di star al gioco. Così gli diede persino un bacio sulla guancia mentre uscivano dalla stanza vedendo la guardia appena fuori dalla porta. Continuarono il giro e salirono ai piani superiori arrivando in quelle che una volta erano le stanze della nobiltà.

«Questa era la stanza da letto. Dopo diversi balli dove il nostro duca affascinante ballò con la fanciulla che gli rubò il cuore e la mente, si fece coraggio e le chiese la mano. Ovviamente i suoi gesti l’avevano conquistata così si sposarono e diedero una festa che durò per giorni. Quando finirono i festeggiamenti, si chiusero in questa stanza per dar sfogo alla loro passione finalmente.» Alzò le sopracciglia e con uno sguardo malizioso le sorrise.

«Mi stai dicendo che questo duca affascinante vede questa fanciulla bellissima e la corteggia per tanti giorni, balla con lei, passeggiano, le dedica delle canzoni, costruisce un’altalena per lei e quando finalmente lei accetta di sposarlo, si chiudono in camera e la storia finisce così? Non sembra molto romantica, pare che il duca volesse solo farle alzare le gonne.» Con lo sguardo indagatore Lily si fermò e continuò a fissarlo in attesa di una risposta.

«Non voleva alzarle le gonne, ma toglierle del tutto. Guastafeste, erano ormai sposati, non voleva solo corromperla e basta. La voleva per lui, per sempre. È davvero romantica la cosa, devi ampliare i tuoi orizzonti quando si parla di romanticismo.» Alzò gli occhi al cielo divertito e poi andò verso la finestra. La prese per mano e la mise lì davanti, ad osservare il panorama.
Le nuvole erano ormai nere, il vento stava ululando tra i rami degli alberi e gocce pesanti di pioggia stavano scendendo impietose. James si avvicinò fino a toccare la schiena di Lily con il suo petto e la abbracciò. Con il sole si sarebbero viste le colline e il bosco che era nelle vicinanze del castello, invece la natura aveva deciso di regalare loro uno spettacolo autunnale abbastanza tetro. Una tempesta che faceva tremare alberi e finestre, vento che fischiava creando suoni abbastanza inquietanti, grigio e buio dappertutto come se fosse l’inizio di un film horror. Nel riflesso debole della finestra si vedevano loro due abbracciati, uno il sostegno dell’altro come se nulla potesse distruggere il loro rapporto.

«E non ho finito la storia. Si dice che lei fosse un’incantatrice, che avesse stregato quel duca che non riusciva a guardare nessuna donna senza che vedesse lei. Solo che lei era uno spirito libero e così lui la lasciò andare a vedere il mondo, promettendo di aspettarla. Il tempo passò e il duca impazzì di dolore e fece allontanare tutti coloro che gli volevano bene. Il castello divenne deserto, solo lui si aggirava per le stanze immaginando la sua amata lì accanto a lui.» Sussurrò quelle parole così vicino al suo orecchio che la vide rabbrividire. Non capiva se fosse il racconto, l’ambiente freddo o proprio la sua vicinanza a scatenare quella reazione.

«E come finisce? Lei si rende conto di aver sbagliato, torna e vivono felici e contenti?» Continuò a guardare il loro riflesso sulla finestra appoggiandosi a James come se non riuscisse a stare lì in piedi senza di lui. Le piaceva vedere quell’immagine, creava un bel contrasto contro il buio che c’era fuori.
«Alcuni dicono che lui sia morto per il dolore e che vaghi per il castello aspettando ancora la sua incantatrice. Altri invece sostengono che lei sia tornata e che siano morti felici e che da allora vegliano su quello che è stato il loro nido d’amore. Nessuno però sa per certo cosa sia successo.» Finì la frase e un tuono fece trasalire Lily. Lui la strinse più forte. Seguì un altro tuono e un altro ancora, mentre fuori il buio stava inglobando tutto.

Si girarono in silenzio per uscire e sentirono passi, anche se erano consapevoli che non c’erano altri visitatori lì dentro. Lily si fermò ascoltando con attenzione e udì delle assi scricchiolare.
«Fanno anche gli scherzi ai turisti per dire che il castello è davvero infestato?»
«E se la storia fosse vera? Se davvero quelle due anime che si sono legate per l’eternità continuano a vagare e proteggere il loro nido d’amore? E se stessero osservando tutti per capire chi è degno di vivere una storia d’amore intensa come la loro?» James sussurrò quelle parole e la vide rabbrividire di nuovo.
Lily amava le storie e i film d’orrore, li analizzava e li sviscerava ogni volta ed era l’unica a non avere paura. Guardava con la ragione e alla fine spiegava agli altri ogni indizio. Quel pomeriggio invece aveva rabbrividito diverse volte e si era avvicinata a James, era rimasta rapita da quella storia per quanto fosse assurda e dall’ambiente.

Corsero vero la macchina e salirono dentro prima che la pioggia li inzuppasse del tutto.
«Questo sarebbe quindi un appuntamento da manuale?» Si mise la cintura e si girò aspettando una risposta. Per quanto volesse vincere quella scommessa, doveva ammettere che James l’aveva sorpresa e si era divertita nonostante il tempo brutto. Forse perché la conosceva, forse perché non si sentiva in imbarazzo con lui, ma il tempo era volato e non si era mai sentita in dovere di riempire silenzi troppo lunghi o di trovare un argomento per parlare. Con lui poteva anche rimanere senza dire nulla per ore, era come se non avessero bisogno di altro se non della compagnia reciproca.

«Non è andato come previsto, ma diciamo che è nettamente migliore di ciò che ti hanno proposto quei novellini.»
«James, hai cinque anni in più di me, non sei vecchio. Smettila.» Sbuffò e si accasciò sul sedile.
«Non sono così vecchio, ma so come conquistare una ragazza quando voglio.» Si avvicinò a lei e le accarezzò la guancia piano. Le guardò le labbra e dopo un istante chiuse gli occhi avvicinandosi fino a quando non le sfiorò con le sue. Rimase fermo per quello che a Lily sembrarono anni e poi si tirò indietro di colpo aprendo gli occhi che erano diventati più scuri del solito.
«Una ragazza che merita la si conquista piano, con piccoli gesti, non ci si butta sopra senza badare a nulla. Il nostro duca non ha vinto il cuore della sua amata in un giorno solo. La passione può bruciare a lungo, ma ha bisogno del combustibile: l’amore.»

Senza aggiungere altro, mise in moto e partì, procedendo con il passo successivo del suo piano. Le scommesse le prendeva sempre sul serio.

Informazioni racconto

Il duca di Northumberland esiste davvero, è un titolo di qualche nobile in Inghilterra e ha diverse proprietà e castelli. Quello citato in questo racconto è ovviamente inventato, serviva ai fini della narrazione e dell’ambientazione quindi mi sono presa qualche licenza poetica.
La canzone che viene citata è Enchantress di Two Steps from Hell.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

    5 Comments

    1. Silvia Maria Bragalini
      Ottobre 5, 2020
      Reply

      *Volevo dire che “una leggenda in zona Halloween NON GUASTA MAI, non BASTA” 🙂

    2. Silvia Maria Bragalini
      Ottobre 5, 2020
      Reply

      Ciao Liv!
      Devo ammettere che non ho letto le altre storie di James e Lily (bella accoppiata di nomi, tra l’altro!), ma adesso sono piuttosto curiosa. L’ambientazione spettrale c’è tutta, così come la leggenda misteriosa, che in zona Halloween non basta mai. Il tutto, però, è inserito in una storia romantica, quasi fluff. Io ho capito leggendo che si tratta di due amici…però, ti dico la verità, l’impressione è quella che siano una coppia di fatto! Quanto ancora ci vuole per decidersi? Anche la gelosia nei confronti di quei due tizi è un sintomo lampante… ma pazienza, tu fai bene a raccontare l’evoluzione del loro rapporto con calma. Comunque la tua storia mi è molto piaciuta, complimenti!

      • Liv
        Ottobre 5, 2020
        Reply

        Ciao. Sono due amici, tuttavia hanno un legame particolare e come hai detto tu ci sono degli indizi: la gelosia di lui, il modo di comportarsi di lei. Negli altri racconti ci sono indizi lasciati qua e là, anche se non è una questione di decidersi quanto del fatto che sono entrambi stupidi e non si rendono conto di ciò che hanno davanti (sì, sono i miei personaggi e li sto insultando, ogni tanto capita xD)
        Se ti va di leggere gli altri episodi con loro, sarò felice di sapere cosa ne pensi.
        A presto

    3. Martina
      Ottobre 3, 2020
      Reply

      Bellissimo🤩🤩🤩, se non si sposano mi arrabbio!

      • Liv
        Ottobre 3, 2020
        Reply

        Ahahahahha sono solo amici, che sposarsi 😛

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