Racconto | Un sogno di appuntamento

Nota

Buonasera (o buonanotte visto che sono le 22:45). Eccomi qui con un’altra sfida organizzata da Maura LCohen sul gruppo Better than Canon. Questo fine settimana la sfida consisteva nello scrivere una storia ispirandosi a un’immagine (quella che vedete a sinistra). Ho deciso di usarla nella copertina del racconto Un sogno di appuntamento anche se fatta in fretta e furia.

Se il tutto non ha senso e trovate orrori nel racconto, sarò felicissima se me li segnalerete così posso correggere. Sono sincera, ho scritto tutto di corsa e non so nemmeno cosa sia venuto fuori davvero. Troverete ancora Lily e James come in Crisi di una notte di inizio estate e Crisi in una notte di inizio autunno. A voi i commenti.

Un sogno di appuntamento

copertina racconto

Era un pomeriggio caldo e afoso. Il sole riscaldava tutto, dentro e fuori casa. Fortunatamente l’aria condizionata funzionava bene, altrimenti Lily si sarebbe sciolta. Amava il sole e il caldo, ma non quello esagerato che le prosciugava tutta l’energia che aveva in corpo. In realtà lei adorava le sere d’estate quando scendeva la brezza leggera e poteva fare lunghe passeggiate senza sudare troppo. Quella era la ragione per la quale sentiva la mancanza di casa e del posto in cui era nata e cresciuta. Si trovava dalla parte opposta del paese e per quanto si sentisse libera e masse la sua indipendenza, a volte si sentiva malinconica.

Guardò l’orologio e si rese conto che doveva iniziare a prepararsi se voleva essere pronta in tempo. Chiuse i libri e sistemò i cavi in una scatola per lasciare tutto un po’ in ordine sulla scrivania. Abitava da sola in quel appartamento e poteva fare tutto ciò che desiderava, ma non amava il caos. Era una delle ragioni per le quali non era andata nei dormitori del campus ma in un appartamento appena fuori. Poteva andare ai corsi a piedi godendosi l’aria fresca della mattina e stare in pace la sera per studiare. Il college non aveva cambiato molto il suo modo di essere. Abitava da sola, non andava alle feste o in discoteca, a pranzo mangiava assieme a qualche compagno di corso e a volte studiava insieme a loro. Aveva fatto piccoli passi in avanti sicuramente, tuttavia rimaneva la secchiona riservata che stava in un angolino da sola.

Fece una doccia veloce, tirò su i capelli in uno chignon disordinato basso e sistemò dietro le orecchie le ciocche ribelli che rimanevano fuori. Indossò il vestito nero con il fiocco in vita, uno dei pochi che aveva, prese i sandali bassi e la borsetta e uscì.
Era il suo primo appuntamento, se non voleva considerare tutte le uscite con James come tali. Un amico di un suo compagno di corso le aveva chiesto di uscire e in un momento di pazzia aveva accettato. Non sapeva cosa aspettarsi, non le aveva detto nulla né sul posto dove sarebbero andati né su cosa avrebbero fatto e questo non le piaceva perché non aveva il controllo sulla situazione. James spesso la portava in giro a sorpresa, ma con lui si sentiva sempre al sicuro, era il suo miglior amico alla fine
Vide Finn fermo in macchina e lo salutò prima di avvicinarsi e salire. Non si sentiva ancora a suo agio ma voleva rilassarsi e godersi quella uscita così fece dei respiri profondi e spense una parte del cervello che continuava a insinuarle dubbi e domande. Voleva vivere un pomeriggio spensierato e non poteva farlo continuando ad analizzare ogni dettaglio che aveva attorno.

Il buio era sceso ormai da un po’ e Lily era sul divano. Appena arrivata a casa si era lavata e cambiata ed era rimasta seduta a guardare la tv. Non poteva fare altro quella sera. Sentì il telefono squillare e sorrise, riconoscendo la suoneria associata a James.
«Principessa, dimmi che sei sola e che quel idiota non ti ha convinto a lasciarlo entrare in casa.» La sua frase sembrava scherzosa, ma il tono era più duro, lasciando trasparire sentimenti più forti. James si rese conto e prese un respiro profondo come se stesse cercando di calmarsi.

«Ciao anche a te James. Ti sei messo d’accordo con mio padre? Perché ho parlato poco fa con lui e mi ha fatto la stessa identica domanda.» Alzò gli occhi al cielo, anche se nessuno la poteva vedere. A volte non riusciva a fermare le sue espressioni e neanche le parole, era troppo diretta secondo molte persone che aveva conosciuto. Stava lavorando su quel aspetto ma non era sempre facile per lei.

«Jack sa come pensano i maschi, non mi aspettavo niente di meno da lui.» Sorrise mentre immaginò Jack e i suoi discorsi.
«James, ti devo ricordare che anche tu sei un maschio?»
«Principessa, Jack mi ha minacciato con la mazza di baseball diverse volte, mi offenderei se non facesse la stessa cosa con gli altri. Questo Finn come è? Dove ti ha portato? Racconta come sono i giovani di oggi.»
Lily soffiò il naso e starnuti un paio di volte poi riavvicinò il telefono.

«Principessa stai bene?»
«Sì James, è solo allergia.» Starnutì di nuovo e sentì James imprecare. Da quando lo conosceva si era sempre preoccupato per lei anche quando aveva avuto un semplice raffreddore.
«Ti ha portato dei fiori? Sul serio, è stato così intelligente da portarti dei fiori?» Si sentì un’altra imprecazione tra i denti.
«No, mi ha portato a fare una passeggiata in un giardino pieno di fiori, una cosa che doveva essere romantica.»

Dall’altro lato del telefono si sentì la risata profonda di James.
«Non dovresti ridere delle disgrazie altrui sai?»
«È divertente perché mi immagino la sua faccia mentre tu starnutisci e basta. Direi che ha perso ogni speranza con te.»
«In realtà credo sia il contrario. Mi ha lasciato davanti a casa ed è corso via come se avesse qualcuno che lo inseguiva.» Lily tossì e starnuti nuovamente.

«Ti ha lasciata sola? Senza assicurarsi che tu stessi bene? Io lo uccido quel cretino.»
«Smetti di fare l’uomo alfa, il cavernicolo della situazione? Non poteva di certo sapere che sono allergica a quasi tutti i fiori no? Voleva conquistarmi e portarmi in un posto romantico.» Riprese a tossire per un po’ di tempo e James smise di ridere.
«Principessa, chiudo la telefonata e facciamo una video chiamata. Non me la stai raccontando giusta.»

Lily non ebbe nemmeno il tempo di rispondere che vide lo schermo del telefono tornare sullo sfondo che ritraeva lei e James accanto all’albero di Natale con i capelli da renna. E nell’istante dopo comparì la foto di James.
«Sei peggio di mio padre James, davvero. Ho preso gli antistaminici, per domani sera sarò come nuova.»
«Hai gli occhi gonfi e rossi, sembri sotto effetto di cose indicibili, hai il naso rosso peggio di un ubriacone, sei gonfia e continui a starnuti e tossire. Ti pare una situazione normale?» James si passò una mano tra i capelli sospirando.

«Non è la prima volta che mi capita, prendo le pastiglie, cerco di respirare aria senza polline di qualche genere e domani non avrò più nulla. Non devi preoccuparti.» Si sistemò sul divano tirando su le gambe mentre si soffio il naso di nuovo.
«Sono lontano migliaia di chilometri, non posso starti vicino e non posso uccidere l’idiota che è corso via lasciandoti da sola in una situazione del genere.»
«James, non sono una bambina e non puoi fare come mio padre che placherebbe chiunque si avvicini a me. Sono adulta, trattatemi come tale.» Sbuffò e alzò gli occhi al cielo.

«Darei una mano volentieri a Jack e no, non ritiro ciò che ho detto. Sei adulta, lo so, ma non possiamo non proteggerti perché sei importante per noi. Sei sua figlia, è normale che minacci ogni essere maschile perché non vuole vederti soffrire. E sappiamo quanto noi uomini siamo dei mascalzoni, soprattutto quando siamo giovani.»

«James, se avrai dei figli farai come mio padre? Per favore, dimmi di no. Sei stato minacciato quindi sai cosa si prova, non puoi farlo a qualcun altro.»
«Principessa, i miei figli maschi dovranno imparare a trattare con rispetto e amore ogni donna che incontreranno e le mie figlie saranno protette sempre, perché io passerò con la macchina sopra ogni mascalzone che proverà a far loro male.»
«Si chiama omicidio lo sai vero? Tu e mio padre dovreste andare molto d’accordo, la pensate allo stesso modo.»
«No, è legittima difesa principessa. Comunque non mi hai finito il racconto del tuo appuntamento.»
«Non c’è molto da dire, sono entrata nel giardino e dopo un po’ ho visto le ortensie, bellissime, di diversi colori ma erano davvero troppe per me. Sono diventata una palloncino gonfio con un sacco di raffreddore. Fine della storia.»

James sorriso quando vide Lily fare una smorfia. Era dispiaciuto per quella situazione ma era anche contento perché era sicuro che Finn romanticone perfetto non avrebbe avuto più un secondo appuntamento. Fece un sorriso soddisfatto.
«Smetti di gongolare, se il primo appuntamento è andato male non significa che non si possa fare un secondo tentativo.» Sbadigliò e si sistemò meglio con la testa sul cuscino del divano.


«Ne riparleremo in futuro, di persona magari. Adesso vai a letto e dormi, ne hai bisogno principessa.»
Le mandò un bacio come faceva ogni volta che si sentivano. Era come un accordo non scritto: lui le mandava il bacio e lei alzava gli occhi al cielo facendo finta di non aver visto nulla, poi lei inviava un bacio a lui e lui lo prendeva al volo. Era un gioco che avevano iniziato tempo dietro e che continuavano come se fosse una parte importante del loro rapporto.
«Sì signore, agli ordini. Ti avviserò del prossimo appuntamento e ti mostrerò il mio outfit. Buonanotte James.» Sorrise e prima che lui potesse dire altro, Lily chiuse la video chiamata.

Nonostante il raffreddore e gli occhi gonfi e rossi, sorrise. Era sempre contenta e le piaceva parlare con James, anche quando le loro discussioni erano poco serie e sconclusionate come quella sera. Rise piano, si alzò e andò a dormire. Prima di mettere il telefono sul comodino vide un messaggio da James con scritto “Buonanotte” e seguito da un giglio.

Lily si addormentò con il sorriso sulle labbra pensando a quel messaggio.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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    2 Comments

    1. MauraLCohen
      Settembre 15, 2020
      Reply

      Eccomi qui!
      Come già detto anche sul gruppo: sono davvero felice di ritrovare Lily e James anche in questo racconto. Non so se si sia capito (ma probabilmente sì!), mi sono molto affeziona a loro. Sono due personalità spumeggianti, simpatiche, che fa piacere scoprire.
      E tu fai proprio questo: ci permetti di conoscerle nel profondo. Dai lati più intimi a quelli più superficiali.
      Ti confesso che non avrei mai pensato che avresti usato l’immagine in questo modo: quando l’ho scelta avevo immaginato in risvolto romantico e non un’allergia (xD), ma devo ammettere che il risultato non solo ha stravolto le aspettative, le ha anche superare.
      Ho adorato questo racconto: fresco, divertente, incalzante. Mi piace il rapporto tra i due ragazzi e il modo in cui tu ne parli.
      E considerando anche il poco tempo che hai avuto per scrivere, il risultato è davvero strabiliante. Brava!

      Spero che le prossime iniziative ispireranno altri racconti su James e Lily. Tengo le dita incrociate e intanto ti abbraccio.

      A presto!

      • Liv
        Ottobre 3, 2020
        Reply

        Ciao. Diciamo che ormai ci sono diversi racconti su di loro 😀

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