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Una storia già scritta migliaia di volte: Capitolo 4

Una storia già scritta migliaia di volte: Capitolo 4

Nota

“Una storia già scritta migliaia di volte” è un racconto a puntate. Ogni capitolo aggiungerà nuovi dettagli alla storia. Si consiglia di leggerli in ordine per comprendere meglio gli eventi narrati.
Questo capitolo partecipa alla sfida #narratoridistorie per il mese di aprile. Questa volta la consegna comprendeva il colore indaco e la consegna “Nessuno credeva potesse succedere”. Sono elementi usati e non centrali alla storia, tuttavia sono dettagli che danno qualcosa in più alla storia.
Capitoli già pubblicati:
Prologo
Capitolo I, Capitolo II, Capitolo III

Trama

Calliope ama i libri da tutta la vita e inventa mondi fantastici per i suoi lettori. Ha successo anche se nessuno sa chi si nasconde davvero dietro lo pseudonimo che usa. Una maschera che mostra al mondo per non affrontare le sue paure.
Ares è organizzato, metodico e calcola ogni passo che fa e le sue conseguenze, fino a una sera in cui si affida all’istinto, senza immaginare che la sua vita cambierà completamente.

Una storia già scritta migliaia di volte

Capitolo IV

copertina racconto

Il freddo autunnale si stava facendo sentire sempre di più. Ormai ottobre stava finendo e le piogge erano quasi quotidiane. Calliope si strinse nel suo capotto color indaco, rabbrividì e raggiunse di corsa l’ingresso del palazzo dove abitava Emma. Salutò il custode e prese l’ascensore, contenta di non sentire più le folate di vento sul viso. Quella giornata era stata un misto tra pioggia, raffiche di vento e nuvole nere. La natura stava facendo del suo meglio per tenere le persone in casa al caldo.

Vide il suo aspetto riflesso nello specchio dell’ascensore e sbuffò. Si era sforzata di asciugare i capelli lisci, aveva persino messa la maschera per renderli più luminosi ma il breve tragitto sotto la pioggia tra il taxi e l’entrata dell’edificio aveva ormai rovinato il suo lavoro. In quel momento sembrava fosse uscita in fretta e furia da casa e alzò gli occhi al cielo. Non ebbe tuttavia il tempo per disperarsi perché sentì il suono che segnava l’arrivo al piano e si fece forza per incontrare le sue amiche.

«Calliope, sei arrivata finalmente. Ero pronta a chiamarti perché pensavo ci avessi tirato pacco nuovamente. Ogni tanto devi uscire dalla fortezza, ragazza.» Katie la abbracciò con un sorriso e poi la aiutò a togliersi il capotto. Fu il turno di Emma poi per i saluti. Erano entrambe raggianti. Avevano organizzato quel pomeriggio perché volevano condividere le ultime novità.

Si sedettero sul divano e iniziarono a prendere degli stuzzichini dai piatti che erano stati sistemati sul tavolino. Katie aveva sempre ricevuto così i suoi ospiti, per lei nessuno poteva andare a casa sua senza bere o mangiare qualcosa, riteneva che fosse cortese verso gli ospiti offrire loro un aperitivo, uno spuntino o a volte anche una cena intera.

«Avevo promesso che non sarei mancata, per nessuna ragione. Eccomi qui, in carne ed ossa. Ho provato persino a rendermi presentabile, ma la pioggia e il vento si sono messi in mezzo e hanno cancellato qualsiasi risultato positivo fossi riuscita a raggiungere.» Si abbandonò contro il divano e sbuffò. L’ultimo periodo non era stato facile per lei e stava cercando con grande fatica di cambiare qualcosa. Decise di godersi la serata e di non stare imbronciata tutto il tempo. Si girò verso le sue amiche e si rese conto che entrambe stavano nascondendo qualcosa. Parevano a disagio e non era da loro.

«Cosa succede? Siete entrambe sulle spine, come se cercaste di trovare le parole giuste per dire qualcosa. Ci conosciamo da parecchio, sputate il rospo.»

Katie ed Emma si guardarono sorprese, poi abbassarono entrambe lo sguardo per alcuni istanti. Avevano sempre condiviso tutto. Katie e Calliope erano amiche dal primo giorno delle scuole medie, erano cresciute assieme e il primo giorno di liceo avevano incontrato Emma. Avevano così dato vita al trio e non si erano mai separate.

«Non so cosa debba dirti lei, ma io volevo comunicarvi che per un po’ non potrò più festeggiare con fiumi di alcol con voi. Ragazze, tra poco meno di sette mesi diventerete zie.» Katie sorrise, aveva gli occhi che brillavano e si vedeva quanto fosse felice per aver condiviso quella notizia.

«Oddio, davvero? Perché io volevo dirvi la stessa cosa. Oltre al fatto che io e Jaxon abbiamo deciso di sposarci a febbraio. Nessuno pensava potesse succedere questa cosa, così all’improvviso, per questo non vi ho detto subito nulla.» Emma sorrise a sua volta e abbracciò Katie emozionata, mentre Calliope le stava ancora guardando cercando di elaborare le informazioni che aveva appena ricevuto.

Avevano vissuto e superato diversi momenti assieme: il primo bacio, il ballo di fine anno, il primo ragazzo, le feste al college, il primo esame fallito e le notti insonne sui libri, il primo lavoro. In quel momento Emma e Katie erano entrambe in dolce attesa e Calliope era rimasta spiazzata. Non si aspettava una notizia di quella importanza.

«Ragazze, sono felicissima per voi. Sarò la zia più figa che qualcuno potrà mai avere, lo prometto.» Le abbracciò e poi ascoltò i loro racconti. Katie e Josh aveva deciso che era arrivato il momento per un figlio, stavano già immaginando la cameretta. Emma invece era rimasta sorpresa perché aveva appena accettato la proposta di Josh e non si aspettava una simile svolta quando era andata dal medico per un semplice controllo. Entrambe raccontarono delle nausee, dei vari cambiamenti, si scambiarono consigli mentre Calliope le ascoltava.

Si sentiva un pesce fuor d’acqua, Katie era sposata da un paio di anni, adesso avrebbe avuto un bambino nello stesso periodo di Emma, i bambini sarebbero cresciuti assieme. Lei era l’unica che non aveva nulla da condividere con loro, non in quel momento. I tempi delle serate nei locali o a vedere film fino a tarda notte erano finiti e per un attimo provò un po’ di nostalgia.

Dopo che si salutarono, Calliope decise di fare una camminata. La pioggia si era fermata e nonostante il freddo, il vento non era più forte come prima. Aveva bisogno di schiarirsi le idee, così vagò per le strade senza una meta precisa fino a quando non decise di prendere il telefono e far partire una chiamata.

«Musa, tutto bene? Stai festeggiando alla grande la bella notizia?» Ares aveva la voce rilassata e si sentiva quanto fosse contento per lei. Solo qualche giorno prima avevano firmato un contratto perché venissero realizzati dei film dai libri di Calliope e quella mattina stessa avevano ricevuto la notizia che stava organizzando i casting. La produzione voleva avere già parte dei personaggi decisi quando sarebbe uscito l’ultimo libro, così da approfittare della pubblicità. 

«Se vado a casa e mi sbronzo da sola sul divano davanti alla tv, vale come festa?» Stava cercando di essere ironica ma non riusciva a convincere nemmeno se stessa che quel piano fosse davvero buono. Con il passare degli anni aveva trovato sempre più difficile fare amicizia e socializzare e quello era uno dei motivi per i quali si nascondeva dietro uno pseudonimo. Aveva poca autostima e non era facile combattere contro quella sensazione di inadeguatezza che sentiva spesso.

«Non sei con Katie che costruisce castelli per aria e con Emma la romantica sdolcinata? Pensavo avessero già deciso loro gli attori, i posti, praticamente tutto» Stava cercando di scherzare, ma era diventato più serio. Calliope si rese conto di quel cambiamento appena percettibile nella sua voce.

«Ero con loro, ma entrambe hanno degli impegni domani e non possono più fare festa con me. Sono entrambe incinte ed Emma si sposerà a febbraio. Quindi questa volta mi tocca festeggiare da sola.» Sospirò e si rese conto che non avrebbe dovuto chiamare Ares. Era il suo agente e non lo pagava per sentire le sue lamentele. Imprecò mentalmente per questo e si ripromise di non farlo più.

«Non hai detto loro nulla vero?» La sua voce diventò improvvisamente un sussurro. Si sentiva la tristezza e forse anche un rimprovero. Spesso lui si trovava in quella situazione, a darle una spinta affinché parlasse dei suoi traguardi.

«Ares, questa sera era per loro. Davanti alla bella notizia di un matrimonio e di due bambini in arrivo, ciò che ho raggiunto io non ha più importanza. Sono felice per loro, davvero, vizierò quei bambini tantissimo. Sarò la zia single, imbranata, che porta mille regali.»

«Musa, saranno fortunati ad averti come zia.» Fece una breve pausa mentre imprecava tra i denti. «Dove sei? Stasera festeggi con me. Volevo comunque chiamarti domani e parlarti. Ti raggiungo.»

Calliope provò a protestare, ma alla fine non riuscì a vincere contro di lui e gli mandò la posizione dove si trovava. Dopo dieci minuti, Ares arrivò con un taxi. Salì e andarono in un locale dove si misero a bere e ballare. Calliope non passava una serata così da tanto tempo. Durante gli anni del college, lei, Katie ed Emma uscivano spesso per ballare. Andavano alle feste del campus o in alcuni locali vicino, vivendo completamente la vita da studente del college. Dopo la laurea, le serate erano diventate più rare, dando vita a un’altra tradizione: i film sul divano con i popcorn o con la vaschetta di gelato.

Cercavano di fare quella serata almeno una volta al mese, a seconda dei loro impegni. Solo nei mesi precedenti avevano rimandato tutto perché Calliope era bloccata con il nuovo manoscritto. Accadeva a volte che lei si chiudesse fuori dal mondo e che loro dovessero obbligarla a uscire. Era sempre stato così, fino in quel momento. Le cose stavano cambiando e Calliope aveva paura di non riuscire a stare al passo con tutti quei cambiamenti.

Ares rimase con lei tutta la sera, ballarono fino a quando la stanchezza non colpì entrambi ormai a notte fonda. La accompagnò a casa con la promessa di sentirsi il giorno dopo e organizzare un’altra uscita simile. Stranamente Calliope fu subito d’accordo. Qualcosa stava cambiando per entrambi.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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2 Comments

  1. Nuage Rose

    Ciao, eccomi a recensire la tua storia!
    Capisco perfettamente la protagonista in questo capitolo, anche io a volte mi ritrovo circondata da amiche sposate e che stanno per avere dei figli, mentre io… beh, un passo alla volta, vediamo che succede XD
    Capitolo molto scorrevole, viene voglia di andare a ballare!
    A presto

  2. Stephi

    Ciao Liv! Che dire? Tu sai che sono particolarmente affezionata a questi due protagonisti e alle tue storie, che trovo sempre piene di emozioni, di trame ben sviluppate e personaggi super interessanti, e questa non è da meno. Avendo letto i precedenti capitoli, questo lo trovo assolutamente in linea e anzi, più la storia di Ares e Calliope avanza, più si fa interessante 🙂 Trovo che, in questo caso, tu abbia integrato gli elementi della sfida in modo perfetto: è vero, non sono centrali, ma danno al tutto il giusto contesto, e valorizzano a loro modo gli avvenimenti. Mi è piaciuto il racconto, e credo di capire perfettamente Calliope: vedere gli amici di sempre che vanno avanti nelle loro esistenze ti fa sempre sentire un passo indietro, ma concordo con Ares, la vera fortuna sarà avere una zia come Calliope, per quanto imbranata sarà all’inizio, l’esperienza ne varrà la pena. E poi, mai dire mai: io li vedo già insieme questi due (Ares e Calliope intendo), con figli al seguito, in un futuro breve ahaha (o almeno ci spero :P) Niente, non vedo l’ora di leggermi il prossimo capitolo <3 A presto, e ancora complimenti!

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