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Una storia già scritta migliaia di volte: Capitolo 3

Una storia già scritta migliaia di volte: Capitolo 3

Nota

“Una storia già scritta migliaia di volte” è un racconto a puntate. Ogni capitolo aggiungerà nuovi dettagli alla storia. Si consiglia di leggerli in ordine per comprendere gli eventi narrati.
Questo capitolo partecipa alla sfida #narratoridistorie per il mese di marzo. Questa volta la consegna comprendeva il colore violetto, il mistero(qualcosa di nascosto) e la frase “Qualcuno lo scoprirà…”. Non è il tema centrale, ma i misteri e le verità nascoste fanno parte di questa storia.
Capitoli già pubblicati:
Prologo
Capitolo I
Capitolo II

Trama

Calliope ama i libri da tutta la vita e inventa mondi fantastici per i suoi lettori. Ha successo anche se nessuno sa chi si nasconde davvero dietro lo pseudonimo che usa. Una maschera che mostra al mondo per non affrontare le sue paure.
Ares è organizzato, metodico e calcola ogni passo che fa e le sue conseguenze, fino a una sera in cui si affida all’istinto, senza immaginare che la sua vita cambierà completamente.

Una storia già scritta migliaia di volte

Capitolo III

copertina racconto

La seconda sveglia continuava a suonare da qualche parte nel letto sotto la montagna di vestiti. Calliope impiegò un po’ per trovare il telefono e spegnere quella musica infernale. Siccome la sua memoria aveva dato forfait diverse volte nei giorni precedenti, aveva deciso di mettere dei promemoria per essere sicura di non perdersi la festa di Josh e soprattutto per arrivare in tempo.

Così, alla prima sveglia nel pomeriggio aveva lasciato perdere i vari libri e quaderni sulla scrivania in biblioteca ed era andata a farsi un bagno caldo. Solitamente era una tipa da doccia veloce, invece quel giorno si prese il suo tempo. Aveva applicato varie creme sul corpo e sui capelli, poi li aveva asciugati lisci. Le arrivavano alla vita, non ricordava l’ultima volta che li aveva tenuti sciolti. Si rese conto che negli ultimi mesi aveva passato più tempo con il naso tra fogli che a prendersi cura di se stessa. Pensò a come migliorare quelle brutte abitudini che aveva preso.

Una volta finito in bagno, indossò una maglia lunga e passò in rassegna i vestiti per decidere l’outfit della sera. Solitamente prendeva la prima cosa che trovava davanti e che fosse comoda, tuttavia quella sera doveva andare a una festa e non poteva non rispettare la promessa fatta ad Ares. L’aveva presa per sfinimento ma non poteva rimangiarsi la parola: quella sera doveva divertirsi o almeno provarci davvero. Così aveva finito per tirare fuori dalla cabina armadio diversi capi, senza trovare quello giusto per lei: alcuni sembravano troppo eleganti, altri troppo formali.

Sospirò desolata e prese in mano alcuni abiti. Non erano adatti per quella sera, quindi li rimise al loro posto. In quel modo avrebbe ridotto un po’ le scelte possibili. Mise sulla gruccia uno dei vestiti lunghi, di un bel violetto pastello. Ricordava quando lo aveva indossato a un evento per la promozione del secondo libro. Quello, gli occhiali e le lenti a contatto colorate, erano la sua maschera. Aveva deciso di usare uno pseudonimo per i suoi libri ma quando arrivò il successo del primo, non riuscì più a nascondersi. Così aveva deciso di partecipare ad alcuni eventi ma con un aspetto diverso. Non era stato facile ma era riuscita a crearsi un personaggio da mostrare al mondo. Gli occhi scuri, gli occhiali con una montatura squadrata abbastanza spessa, i capelli ricci castano chiaro, erano diventati la sua maschera. Il mistero che l’avvolgeva aveva portato molti fan a creare teorie sulla sua vera identità, ma erano rimasti tutti abbastanza lontani da ciò che era veramente. Non solo fisicamente, ma anche come persona. Talia Phoenix rideva al momento giusto, parlava e si muoveva con grazia quando necessario, era elegante e attirava migliaia di fan di ogni età. Sembrava a suo agio al centro dell’attenzione, era facile a volte comportarsi così per qualche ora. Calliope Martins invece era un po’ sbadata e spesso faceva delle figure non proprio carine in giro. Aveva lavorato molto per mostrarsi diversa in pubblico e contro ogni prognostico, era riuscita a rimanere nascosta per diversi anni.

Sentì il telefono squillare, guardò lo schermo e rispose con un sbuffò non proprio gentile.

«Buongiorno anche a te Calliope. Sembri contenta di sentirmi. Ti sei ripresa dopo la giornata di shopping di ieri?» Ares rideva mentre lei alzava gli occhi facendo una smorfia. Il giorno prima erano andati davvero in giro per negozi e Calliope era tornata a casa con diverse borse. Aveva preso il regalo per la festa di Josh e obbligata da Ares, aveva fatto diversi acquisti tra vestiti, scarpe e qualche libro ovviamente.

«Sembravi Katie quando mi trascina per i negozi nel periodo natalizio. Voi uomini non odiavate lo shopping?» Si lasciò cadere sul letto senza curarsi dei vestiti che si trovavano ancora lì. Stava tornando nel tunnel della disperazione. Era come su un’altalena: un momento le cose sembravano andare al loro posto e l’istante dopo tutto diventava nero di nuovo.

«Avevi bisogno di uscire di casa Calliope, dovevi vedere delle persone, mangiare a un orario decente. Non puoi continuare chiusa fuori dal mondo solo perché in questo momento sei bloccata. Ti stai punendo praticamente e i risultati non sono positivi.»  Sapeva che aveva ragione, tuttavia non era facile riprendersi. Era consapevole anche di cosa la stesse bloccando davvero, ma non ne aveva mai parlato con nessuno. Non aveva mai raccontato a nessuno di quel giorno, nemmeno a Katie o a Emma. Qualcosa la fermava, come se dire ad altri quello che era successo rendesse la cosa ancora più vera e definitiva.

«Devo farmi venire un’idea, non solo perché devo rispettare un contratto ma anche perché ci sono tanti fan che aspettano un finale degno per la loro storia e io non posso deluderli. Non voglio farlo.» Sospirò desolata. Aveva passato settimane alla ricerca dell’ispirazione ed era ancora ferma davanti a un foglio bianco. Qualsiasi cosa che compariva nella sua mente per poco, una volta messa sulla carta risultava banale, senza sentimenti, senza anima.

«Non potranno mai essere delusi da te, darai loro il finale che tu pensi sia giusto. Se poi non saranno d’accordo, sarà un problema loro. Sei una scrittrice brava, hai una mente brillante, non lasciarti sconfiggere dall’ansia da prestazione. E poi pubblichi tutto con uno pseudonimo, non saprà nessuno che sei tu. Nel peggior dei casi scompari dalla scena.» Ares le aveva detto diverse volte che uno pseudonimo la proteggeva se necessario. Tutte le lettere dei fan arrivavano a una mail creata con lo pseudonimo mentre quelle cartacee venivano mandate direttamente nell’ufficio di Ares. Qualsiasi richiesta da parte degli editori o dei giornalisti, arrivava sempre da lui ed era lui che conduceva le trattative, che stabiliva luoghi e ore per le interviste. All’inizio era andato tutto bene, ma dopo che l’ultimo libro ricevette diversi premi e fu firmato un accordo per una serie di film, era diventato sempre più difficile nasconderla al mondo intero.

«Un giorno qualcuno lo scoprirà…» Calliope pensò spesso a dirlo lei stessa, ma non riusciva a vedere una cosa positiva in tutta la faccenda. Era sicura che sarebbe stata odiata oppure che l’avrebbero presa in giro per come era davvero nella vita reale. Quella scrittrice sicura di sé, elegante che camminava sul tappetto rosso come se fosse nata per fare quello in realtà era una ragazza insicura, goffa e che a volte dimenticava che non poteva dire tutto a voce alta.

«Se lo vorrai tu, sì. E quel giorno dovrai solo essere fiera del tuo lavoro. Che tu firmi quei libri come Talia Phoenix o come Calliope Martins, non cambia nulla perché è la tua creatività, il tuo lavoro, hai messo te stessa dentro quei libri. Sii fiera di questo.» Fece una pausa e le diede alcuni istanti per elaborare quelle parole, decidendo poi di cambiare discorso. Non voleva affrontare quel discorso complesso al telefono e non in quel momento. «Adesso smetti di pensare al lavoro, vestiti e vai alla festa. Voglio una foto di te lì, così sono sicuro del fatto che tu sia davvero andata.»

«Devo persino mandarti le prove? Che poca fiducia Wellington, mi sento offesa così. Adesso mi vesto e vado a scatenarmi.» Mise da parte i suoi pensieri e le sue paure, avrebbe affrontato tutto il giorno dopo con la mente libera. Ossessionarsi non era utile, lo aveva scoperto a sue spese.

«Divertiti Calliope, ci sentiamo dopo. Voglio sapere i dettagli, non dimenticarti.» Calliope sentì la sua risata poco prima che chiudesse la telefonata. Si rese conto che stava sorridendo. Forse non era una brutta idea prendersi una pausa.

Ebbe un’illuminazione così si vestì velocemente, mise un filo di trucco e poi prese il regalo e salì sul taxi. Aveva la macchina ma quando andava a qualche festa si faceva sempre accompagnare, era più libera e più sicuro in quel modo. In poco tempo arrivò davanti all’albergo dove Josh e Katie avevano organizzata la festa. Prese un respiro profondo e poi entrò. Vide diverse persone che non conosceva e che identificò come colleghi di Josh, salutò tutti e poi andò in angolo dove intravide i suoi amici. Vide Emma e un uomo accanto a lei. Da come lui teneva il braccio attorno alla vita di lei, sicuramente era il suo accompagnatore. Calliope si sentì in colpa perché avrebbe dovuto sapere quella novità. Si era chiusa fuori dal mondo e così si era persa dei dettagli importanti della vita dei suoi amici. Prese appunti mentalmente su come farsi perdonare e sul fatto di non ripetere più quel comportamento deludente.

Vide gli occhi di tutti loro puntati addosso e immaginò di aver colpito nel segno. Indossava un abito corto azzurro, aveva i capelli sciolti lisci che brillavano, era truccata e indossava dei tacchi parecchio alti per i suoi soliti standard. Era un incrocio tra Calliope e Talia e non le dispiaceva per niente.

«Guarda chi è tornata nel mondo delle persone che hanno una vita sociale. E cavoli, sei uno schianto.» Katie le sorrise e la abbracciò. Sapeva che non era stata molto presente per un po’ di tempo, tuttavia le sue amiche la conoscevano ed era anche per questo che con il passare degli anni erano rimaste molto legate. Non c’era bisogno di vedersi e sentirsi quotidianamente, tuttavia sapeva che potevano contare una sull’altra.

«Buonasera a tutti. Josh, congratulazioni per la promozione. Ti ho portato un piccolo regalo.» Lo abbracciò e gli diede la borsa, in attesa di capire se avesse o meno gradito quello che aveva preso. Avrebbe ucciso Ares se il suo consiglio non fosse stato azzeccato.

«Caspita, questo sì che è un buon whisky, di quelli invecchiati bene. Grazie, sarà il mio compagno nelle lunghe serate in studio mi sa.» La abbracciò nuovamente e le diede un bacio sulla testa, come se fosse un fratello. Era sempre stato così, da quando lo aveva conosciuto al college, l’aveva protetta e l’aveva trattata proprio come faceva con sua sorella.

«Ti ha consigliato qualcuno?» Katie mise l’accento sull’ultima parola alzando le sopracciglia, gesto che non passò inosservato dagli altri.

«Sì, ma non è questo il momento di parlare di me. Stasera la star è Josh direi. E dovresti fare gli onori di casa e presentarmi.» Fulminò Katie con lo sguardo e poi si girò verso Emma. «Queste due hanno dimenticato le buone maniere. Sono Calliope, piacere.» Decise di prendere in mano la situazione e spostare l’attenzione sull’accompagnatore della sua amica. Per un po’ quello le avrebbe dato una tregua.

«Piacere, Jaxon. Ero curioso di conoscerti, Emma mi ha parlato molto di te.» Le sorrise e quando guardò Emma, Calliope capì che c’era qualcosa di serio in aria. Lo sguardo che aveva l’amica era diverso dal solito, gli occhi le brillavano ed era quasi sicura che i sentimenti che tra i due sarebbero diventati più profondi. Era contenta per quello, anche se fosse rimasta l’unica del gruppo ancora single, era davvero felice per le sue amiche. Il gruppo si sarebbe allargato, la loro famiglia stramba avrebbe guadagnato un membro in più.

Nel corso della serata si rese conto che Jaxon le piaceva: era intelligente, usava l’ironia e sapeva come far ridere gli altri e soprattutto, non smetteva di guardare incantato Emma.

Continuarono a parlare del più e del meno mentre Josh e Katie facevano il giro della sala, salutando gli altri invitati, quando le squillò il telefono. Un messaggio di Ares le ricordava la promessa che gli aveva fatto. Sorrise e per quanto risultasse strano e fuori luogo, chiese ad Emma di aiutarla.

«Cosa hanno sentito le mie orecchie? Devi mandare una foto ad Ares per fargli vedere che sei qua e soprattutto per mostrargli come sei vestita? Questo sì che è una svolta interessante.» Katie si materializzò proprio nel momento più inopportuno e in pochi secondi illustrò la sua idea malsana agli altri. Ovviamente risultò inutile qualsiasi ragionamento di Calliope, Emma, Josh e persino Jaxon diedero ascolto a Katie.

«Non devo farlo ingelosire, ma solo mostrargli l’outfit. Sembrate degli adolescenti petulanti.» Alzò gli occhi al cielo ma qualsiasi suo sforzo fu vano. Si mise in posa, sorridente e attese che Katie facesse lo scatto giusto. Josh fece un paio di commenti e scoppiarono a ridere tutti. Katie immortalò quel momento e inviò subito la foto ad Ares. Non era stata casuale e nemmeno innocente quella scelta, perché nella foto Calliope rideva mentre guardava Jaxon e lui ricambiava lo sguardo mentre le teneva un braccio attorno alla vita, come suggerito da Emma. Potevano sembrare una coppia per chi non conosceva nessuno dei due e Katie era consapevole di quel dettaglio.

Rimise il telefono nella borsetta prima di cancellare la foto o di vedere la risposta di Ares. Per lei non aveva senso nessuno dei ragionamenti delle sue amiche, anche se per un istante pensò che avrebbe fatto lo stesso al loro posto.

Scacciò quella idea e passò la serata a divertirsi e a conoscere nuove persone. L’indomani si sarebbe preoccupata del lavoro, dei suoi fan, della sua famiglia e di quella foto.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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2 Comments

  1. Stephi

    Beh beh beh, questa long promette sempre meglio! A ogni nuovo capitolo mi trovo più piena di domande e curiosità! Mi piace, un sacco: ne vorrei leggere altri dieci capitoli adesso. Trovo tutti i personaggi veramente ben sviluppati e caratterizzati, soprattutto sono contenta di conoscere sempre di più Calliope (ma che nome particolare è Talia? D: wow!) e anche la sua cerchia di amicizie, mi lasci sempre con l’acquolina in bocca su Ares… ma ti perdono perché so che l’attesa verrà ripagata! (Ti conviene :P) Non vedo l’ora di sapere dove andrai a parare con la doppia vita di Calliope e la figura misteriosa di Ares. Di nuovo, i miei complimenti <3 Al prossimo capitolo – che non vedo l'ora di avere tra le mani!

    1. Liv

      Ciao. Sono felicissima che ti piaccia. Per i prossimi capitoli, giuro, ci sto lavorando xD
      Verrà spiegato il significato del suo pseudonimo, non è casuale il nome. Ares è Ares, vedrai ahahahahh

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