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NarratoriDiStorie: Nocciole e Cioccolata

NarratoriDiStorie: Nocciole e Cioccolata

Nota

Buonasera lettori. Oggi qui sul blog, ospito una nuova autrice, Vivien E.. Partecipa alla sfida NarratoriDiStorie per il mese di luglio e ha deciso di lanciarsi in questa nuove avventura. Le diamo il benvenuto e lascio a lei le parole.

Presentazione

Sono emozionata per questo esordio e non posso nasconderlo. Tra le fatiche della vita quotidiana ho deciso di crearmi un piccolo spazio per la mia creatività, riprendere in mano la penna (o meglio la tastiera) e provare a scrivere. Nulla meglio di questa occasione, la sfida narratoridistorie, per mettermi simpaticamente in gioco.

Questo racconto è una storia un po’ buffa che è nata dall’incontro delle parole indaco, eleganza e strano; la consegna prevedeva una grande festa dove si incontra persino chi non si vede da tanto tempo e il bonus era la cioccolata.

Il panico iniziale (ho una certa età e non è facile riprendere la passione per la scrittura dopo tanti anni) ha pian piano lasciato posto ad un’idea, poi cambiata e rielaborata molte e molte volte.

Non so cosa ne sia venuto fuori, spero vi piaccia, ma voglio ringraziare di cuore chi mi ha dato questa possibilità che è stata un salutare nuovo inizio nel mondo delle parole.

NOCCIOLE E CIOCCOLATA

Autore: Vivien E.

Marta lo sapeva: non avrebbe dovuto partecipare alla festa.

Lei odiava i matrimoni; non tanto la cerimonia a cui almeno si poteva sentire un po’ di buona musica, quanto quei pranzi o cene infiniti con mille parenti e amici che magari lei non aveva nemmeno mai visto e con cui parlare del più e del meno per ore. Quelle grandi feste dove si incontra persino chi non si vede da tanto tempo (e che magari non si vorrebbe proprio rivedere!).

E questa occasione non poteva sfuggire alla regola, ma non era riuscita ad evitare il matrimonio di Viviana, la sua migliore amica. La sua faccia sarebbe rimasta corrucciata per mesi e Marta non voleva rovinarle una giornata così importante. Così, dopo aver sopportato per un paio d’ore l’afa estiva di metà agosto in una piccola chiesa di paese, aveva spostato il suo disagio in un ristorante non troppo distante da casa. Almeno lì c’era l’aria condizionata.

Poteva sentire le chiacchiere al tavolo alle sue spalle, dove una combriccola di signore parecchio attempate commentava: «Ma ti pare, è sempre la solita ragazza strana! Per forza non si è sposata, quella Marta! Non sa che ai matrimoni ci si veste con eleganza? Guarda che abito, solo lei poteva venire a un matrimonio con un completo blu…»

A questo punto la tentazione fu troppo forte e, girandosi divertita, esclamò: «Non è blu: è indaco!»

Per un attimo scese un silenzio imbarazzato, poi le chiacchiere si spostarono su un altro argomento, dopo un’occhiataccia risentita.

Marta si stava domandando per chi fosse il posto di fianco a lei, che era ancora vuoto. Era strano, ma sapeva che alcuni invitati sarebbero arrivati in ritardo. Già se l’immaginava, qualche zio ultranovantenne a cui sarebbe caduta la dentiera al momento del brindisi, o qualche signora un po’ sorda che le avrebbe urlato tutto il tempo la storia della sua vita.

Stavano servendo gli antipasti, quando un profumo maschile le arrivò alle narici. Qualcosa si attivò nella sua memoria: sembrava proprio quello che usava…

«Ciao!» la salutò qualcuno che si stava sedendo accanto a lei, nel posto vuoto.  «Sono Lorenzo. Amico della sposa. Tu sei…?»

Lorenzo! Era stato uno dei migliori amici di lei e Viviana ai tempi dell’università. Quanto le piaceva… Aveva proprio perso la testa per lui, anche se non aveva mai avuto il coraggio di dirglielo e lui non se ne era

per niente accorto. Un miracolo rivederlo qui ora, dopo anni.

«Sono Marta, la migliore amica di Viviana, ti ricordi?» gli risponde speranzosa, mentre gli altri invitati al loro tavolo, una famiglia numerosa, chiacchieravano di bambini, pannolini, pappette e tecniche per far addormentare un neonato.

Lorenzo fece una faccia perplessa, aggrottando le sopracciglia.

«Non saprei… Sì… Penso di ricordare …Comunque piacere.»

Cosa?! Non si ricordava neanche vagamente di lei?! Dopo tutte le volte che era stata ad ascoltarlo, ad accompagnarlo in qualche posto perché lui non aveva la macchina e aveva cercato in tutti i modi di fargli capire che le interessava? O aveva avuto un trauma cranico o la cosa era davvero avvilente.

Una parte del suo animo cominciò a raggelarsi. La conversazione si trascinò con le solite banalità per tutto il pranzo. Lui sembrava in perfetta salute e si ricordava bene di altri episodi del passato e di un sacco di altra gente che lasciava lei indifferente. Finalmente, tra un brindisi e l’altro, arrivò la torta nuziale.

Applausi e tutto il contorno di discorsi e brindisi, poi cominciarono a distribuire grosse fette di dolce nei piatti.

Quando Lorenzo stava per mettere in bocca la forchetta con un bel pezzo di torta al cioccolato, Marta fece uno scatto improvviso.

«Fermo!!» gridò facendo girare tutta la stanza.  «C’è della granella di nocciole e tu sei allergico!»

Un lampo le aveva infatti attraversato la mente. Lei e Viviana avevano ordinato insieme praticamente ogni cosa: il vestito, il bouquet, tutto il menu…

Avevano pregato gli invitati di segnalare eventuali allergie o intolleranze o qualsiasi necessità di un menu diverso, ma Lorenzo doveva essersi aggiunto all’ultimo ed era sfuggito ai loro controlli.

Lei però si ricordava di una notte intera al Pronto Soccorso perché ad una festa universitaria c’era un dolce alla cioccolata con le nocciole e lui, allergico, non se ne era accorto, mangiandone una bella fetta.

Il tempo riprese il suo corso, come un orologio che si fosse arrestato per un istante ed ora ricominciasse a funzionare normalmente.

«Grazie, mi hai salvato! Come facevi a ricordartene?» sorrise Lorenzo.

“Come facevi a ricordartene?!” pensò Marta mentre la morsa di ghiaccio si espandeva dandole un’espressione imperscrutabile.

«Fortuna!» gli rispose in tono indifferente.

Tutti applaudirono allo scampato pericolo e la torta venne sostituita da un altro dolce senza danni per il suo vicino di tavolo.

Dopo balli, canti ed altri divertimenti, Marta si alzò per congedarsi.

«Hey, lasciami il tuo numero, magari ci beviamo un caffè o ti offro una cena per ringraziarti! Mi hai proprio salvato poco fa!» esclamò Lorenzo, tirando fuori il cellulare da una tasca.

Marta sentì i suoi sentimenti fare a pugno nel suo stomaco troppo pieno. Ma ormai la glaciazione era arrivata dal suo cuore fin dentro la sua mente.

«Mi dispiace, non posso.» rispose «A me piacciono le nocciole!»

Si girò e se ne andò a salutare Viviana, lasciando tutti gli occupanti del tavolo a bocca aperta, poi uscì senza più voltarsi.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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3 Comments

  1. Martina

    Sinceramente a me non è dispiaciuto, è un racconto frizzante, e il finale aperto fa pensare a molte conclusioni diverse. Mi piace il fatto che ognuno di noi possa “decidere il proprio finale”, una narrazione leggera e interessante!

  2. Liv

    Ciao. Prima di tutto ti ringrazio per aver deciso di lanciarti in questa sfida assieme a me e ad altri e ti voglio fare i complimenti per il coraggio e per ciò che hai scritto. So che non è facile all’inizio ma direi che hai rispettato la consegna e mi sono divertita molto a leggere ciò che hai scritto.
    La storia è corta e non mi aspettavo proprio quel finale, anzi. Mi hai sorpresa, piacevolmente, perché hai avuto una idea davvero bella e hai scritto una storia divertente che mi ha strappato un sorriso in più di qualche occasione. Sarei contenta di leggere un seguito più avanti se fosse possibile. Pensaci
    benvenuta tra noi 🙂

  3. katya

    Ciao ,
    sono qui per la sfida e dato che ho letto che sei nuova sono felice di poter leggere qualcosa di tuo.
    oh, beh, con quel prompt mi aspettavo di tutto, ma non questa storia e sopratutto non questo finale, tuttavia devo dire che mi è piaciuto molto.
    Marta è quella ragazza in cui tutti noi possiamo rispecchiarci, la stessa che prova quello che sentiamo quando siamo invitati a matrimoni in cui conosciamo poca gente e vecchie conoscenze, ma la svolta è stata quella di Lorenzo.
    Dapprima pensavo che fingesse di non ricordarsi di lei, ci ho sperato, ma il finale mi ha anche fatto arrabbiare e quindi sono felice della tua scelta di farle dare un due di picche.
    Beh, non so se è in assoluto il tuo primo racconto ma posso dirti che mi è piaciuto molto il tuo stile di scrittura, semplice, lineare e fresco, così da facilitare la lettura.
    A mio avviso manca forse un pò di suspense, il finale è aperto ma non fa bene intendere se ci sarà un seguito o no, ma comunque complimenti ^_^

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