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Racconto “Un gioco del destino”

Racconto “Un gioco del destino”

Nota

Il racconto “Un gioco del destino” è stato scritto per la sfida #ASPETTANDOCAPODANNOEVENT organizzata nel gruppo Better than Canon. Dovevo scrivere una storia originale, introspettiva. L’anno non è iniziato proprio benissimo perché l’ispirazione si è fatta attendere e le parole hanno impiegato tanto per arrivare. Cosa è venuto fuori? Un racconto breve che non ha molto senso, ma ci tenevo a pubblicarlo. E’ collegato a qualche altro pezzo che ho già scritto e probabilmente diventerà una storia a capitoli se la fantasia e l’ispirazione decidono di collaborare.

Dominic e Catelyn si sono conosciuti da adolescenti e per colpa delle circostanze e dei cambiamenti della vita, si sono allontanati. Sono ormai adulti e dovranno aiutare per l’organizzazione del matrimonio dei loro amici Andrew e Harriet. Questo li porterà ad affrontare diverse questioni lasciate in sospeso nel passato. Buona lettura.

Un gioco del destino

copertina racconto

Pioveva. Le gocce stavano scivolando sulla finestra creando davanti ai suoi occhi una realtà distorta. Stava guardando la città e la trovava diversa dal solito, con i colori più cupi, più scuri. Si rese conto che il tutto si mescolava e dava vita a forme indefinite, ombre che facevano quasi paura. I grattacieli erano irriconoscibili, sembravano torri abbandonate di castelli antichi, il mare in lontananza non si vedeva più, si era unito al cielo e alle nuvole tanto che non si riusciva a distinguere dove finisse uno e dove iniziasse l’altro.

Erano anni che la pioggia portava a galla ricordi che lasciavano sempre un sapore amaro, di rimpianto. Erano ricordi belli eppure mostravano qualcosa che lui non poteva più avere. Si mise sulla poltrona e rimase lì fermo per diverso tempo a guardare le gocce di pioggia che si schiantavano contro i vetri mentre analizzava ciò che provava, cercando di essere sincero con se stesso. Dopo tutti quegli anni, lo doveva fare.

Chiuse gli occhi e sospirò. Era davvero amore il suo? Cosa si provava quando si amava qualcuno incondizionatamente? Era possibile farlo persino dopo così tanto tempo? Si poteva provare qualcosa per qualcuno che di fatto non conosceva più? Come sarebbe riuscito a capire se il tutto fosse solo un’ossessione o un sentimento sincero?

Aveva visto sua sorella innamorarsi e sposarsi, l’aveva vista felice ed emozionata davanti al marito; aveva assistito al cambiamento avvenuto nei suoi amici quando avevano conosciuto la persona giusta, davanti agli occhi aveva avuto diversi esempi ma non riusciva a paragonarsi a nessuno di loro. Lui aveva una storia quasi unica nel suo genere e decisamente complessa. Per questo non poteva metterla sullo stesso piano degli altri. Non aveva nemmeno senso cercare punti in comune e capire qualcosa dagli errori degli altri perché non combaciava nulla.

Sospirò ancora e riaprì gli occhi. Ricordava quella sera come se fosse appena passata, aveva in mente tutti i dettagli e sentiva persino i profumi. A volte si chiedeva se tutto quanto fosse stato davvero così o se la sua mente aveva costruito tutto nel corso negli anni.

Sentiva la risata di Catelyn, il suo profumo di rose, se si concentrava abbastanza sentiva i suoi capelli morbidi tra le dita. Scoppiò a ridere. Se avesse raccontato a qualcuno quello che c’era nella sua mente, probabilmente lo avrebbero rinchiuso. E non avrebbero avuto neanche tutti i torti. Si rendeva conto da solo che il suo comportamento non era sano per se stesso, per la sua mente e la sua vita in generale. Era andato avanti per anni pensando che il tutto fosse ormai passato e invece gli erano bastati pochi minuti per riaprire una ferita vecchia che credeva ormai guarita.

In realtà poteva ingannare gli altri, ma dentro di sé aveva sempre saputo che la ferita non si era cicatrizzata davvero. Il fuoco si era quasi spento eppure dentro di lui c’era ancora una piccola scintilla che aveva solo aspettato il momento giusto per riaccendersi e divampare in un incendio che ormai bruciava da giorni senza tregua. Sentiva il fuoco nelle vene, non poteva più negarlo.

Era come se l’universo intero si fosse messo d’accordo per farlo svegliare dal suo stato di torpore e farlo bruciare di nuovo. Una settimana prima era andato a prendere un caffè dopo un incontro con dei potenziali clienti e mentre prendeva la tazzina per gustarsi la sua breve pausa, la vide accanto alla cassa. Per un istante non aveva creduto ai suoi occhi, li chiuse e riaprì un paio di volte per essere sicuro che tutto quanto fosse reale. La vide lì, in piedi, indossando un tailleur e dei tacchi, con i capelli raccolti, con gli occhiali e un portamento fiero. Era bellissima, diversa, cambiata, più adulta, ma sempre bellissima per lui. Teneva in mano un bicchiere d’asporto e accanto a lei una bambina che aveva i suoi stessi capelli e il suo sorriso.

Dominic si sentì trafiggere da un sentimento strano, era felice per lei eppure allo stesso tempo era geloso perché non era lui il padre di quella bellissima bambina. Non era lui l’uomo che la faceva ridere, che giocava con lei, non era stato lui a portare Catelyn all’altare. La vide girarsi e sorridere a quello che sicuramente era l’uomo che le aveva dato tutto ciò che lui non aveva potuto. Lo invidiava perché una volta era stato lui a ricevere quei sorrisi.
Dominic dimenticò il caffè e rimase lì a guardarla da lontano mentre ordinava ancora qualcosa per poi andare via. La vide allontanarsi sul marciapiede e la seguì con lo sguardo fino a quando non svoltò l’angolo. Sembravano una famiglia felice, quello che improvvisamente avrebbe voluto anche lui.

Tornò in ufficio ma non riuscì a concentrarsi su nulla, se non su quella scena. La rivedeva ancora e ancora, scopriva nuovi dettagli oppure se li immaginava e basta.

Passò così una settimana intera fino a quando quel giorno stesso non era andato a pranzo con Andrew, il suo migliore amico. Quando gli chiese di essere il suo testimone, fu felicissimo. Tuttavia la sua gioia si offuscò per un attimo quando scoprì chi sarebbe stata la testimone di Harriet, la futura moglie di Andrew. Dominic voleva scoppiare a ridere perché il destino si era impegnato davvero per creare quella situazione. Per anni non si erano visti e poi una settimana soltanto la vide alla caffetteria per poi scoprire che avrebbe dovuto organizzare il matrimonio del suo amico assieme a lei. Catelyn sarebbe stata la testimone di Harriet e lui avrebbe dovuto lavorare con lei, starle accanto, sentirla e vederla spesso. In quel momento capì cosa significava essere vittima di un destino crudele.

Si alzò dalla poltrona e si avvicinò di nuovo alla finestra per guardare fuori. Finito il pranzo con Andrew, era tornato a casa e aveva deciso di passare il pomeriggio lì da solo, a osservare e sentire la pioggia. Si rese conto di essere in trappola.

Voleva bene a Harriet e ad Andrew e per loro avrebbe fatto qualsiasi cosa, anche soffrire in silenzio. Per la prima volta dopo tanto tempo si rese conto che avrebbe sofferto ad averla accanto. Sarebbe stato felice, indubbiamente, ma il suo cuore avrebbe sanguinato ogni sera perché lei sarebbe andata via a casa con un altro uomo, perché non sarebbe stato lui a baciarla e tenerla stretta tutta la notte, perché non sarebbe stato lui a svegliarla con un bacio. Lui sarebbe stato a debita distanza, un amico con il quale avrebbe lavorato per un po’ per poi tornare ognuno sulla sua strada.

Si rese conto che l’occasione che aspettava non sarebbe mai arrivata. Era troppo tardi per lui, aveva perso il momento e non poteva fare altro che accettarlo.

Rimase fermo a guardare la pioggia e a ricordare dettagli di un passato che ormai era un ricordo soltanto.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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One comment

  1. Sara

    Wow Liv. Con questo mi hai uccisa. Mi hai fatto piangere mannaggia a te. Dici che non ha senso quello che hai scritto? Secondo me è un capolavoro. Un viaggio introspettivo semplicemente sensazionale. Non ho potuto evitare di sentirmi Dominic. Perché deve andare così? Perché la vita molto spesso ti tiene lontano dalle cose che ti rendono felici? Le emozioni e i sentimenti che hai trasmesso sono dannatamente reali e portano infiniti interrogativi da aggiungere ad altri infiniti interrogativi. Davvero complimenti per il modo in cui sei riuscita a mettere per iscritto tutto questo. Sappi che mi sei arrivata dritta dove volevi arrivare e per questo ti ringrazio. Spero davvero tu decida di farne una storia a capitoli, merita. Attendo il prossimo episodio! Sara

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