Deliri da lettrice#13: Se leggi, non troverai mai qualcuno

“Se leggi sempre non troverai mai qualcuno…” Fermi tutti, il legame tra leggere libri e trovare un uomo o una donna o un/a amico/a disposto a conoscerci e stare accanto a noi lettrici/lettori, su cosa si basa di preciso?

leggi sempre

Buongiorno lettori e lettrici. Vi chiederete di cosa io stia parlando a vanvera oggi. Beh, ho chiesto ad altre lettrici quale sia stata la cosa più assurda che si sono sentite dire. (Uomini, non sentitevi esclusi, probabilmente vale anche per voi). E una frase in particolare mi ha colpito: se leggi sempre non troverai mai un uomo. Ebbene sì, questa frase è stata detta e volete sapere la cosa più assurda? La donna che l’ha sentita dire diverse volte, oggi ha anche un bellissimo figlio. Abbiamo la prova che la teoria assurda dalla quale siamo partiti è falsa.

Facciamo un passo indietro, perché le persone che leggono devono sentirsi dire frasi del genere? Perché hanno un ché di assurdo certe volte, lasciatemi dirlo. Una persona che legge è per forza destinata a restare sola per sempre? Deve per forza essere asociale, timida, riservata e incapace di relazionarsi con il mondo attorno a lei? Pensate che siccome divoriamo libri allora non siamo in grado di parlare con le persone? Sbagliato, assolutamente sbagliato.

Conosco tante persone, di ogni età e genere, donne e uomini sposati con figli, ragazze che sono fidanzate, adolescenti che amano leggere e allo stesso tempo hanno una vita sociale molto attiva, quindi non vedo correlazione tra libri e solitudine.

Come mai questa domanda assurda?

Cerchiamo di capire perché “leggi sempre” deve per forza essere sinonimo di “restare solo a vita”. Una volta le persone che passavano tanto tempo sui libri erano gli studiosi, basta ricordare Leopardi giusto per citarne uno, e quindi la loro principale attività era lo studio a scapito ovviamente del resto. Non era una esclusione voluta, semplicemente le persone non avevano lo stesso interesse e molti di loro forse non sapevano neanche leggere. Stiamo comunque parlando di tempi parecchio passati, eppure il concetto è ancora presente oggi.
Infatti chi spesso tiene un libro in mano viene etichettato come nerd, secchione, timido, introverso, quando magari è la persona più estroversa del mondo. Il fatto di avere un libro a portata di mano non esclude che possiamo essere molto impegnati nella vita sociale tra uscite, aperitivi, qualche nottata in discoteca o una marea di foto sui social. Sappiamo usare la tecnologia, sappiamo avere dei rapporti con le altre persone, siamo come tutti gli altri, non mordiamo, lo giuro. (ok, forse qualcuno di noi morde ogni tanto, ma è solo una piccola percentuale).

Non vi siete convinti del tutto? Beh, allora pensate al fatto che la ragazza che si è sentita dire questa frase tantissime volte, ha un figlio e come lei tante altre, quindi la teoria è fallita miseramente.

Per questo delirio è tutto, passo la parola a chi vuole leggere: cosa vi siete sentiti dire di assurdo nella vostra vita da lettori?

Liv

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L’articolo è stato scritto in modo ironico e con un tono divertente, e va preso come tale. Non è un manifesto contro chi non legge o una riflessione estremista per chi invece lo fa.

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