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Deliri da lettrice #17:non serve leggere la storia degli altri

Deliri da lettrice #17:non serve leggere la storia degli altri

“Non serve leggere la storia degli altri, devi pensare alla tua” … ebbene sì, noi lettori abbiamo sentito anche questa nella nostra vita come ci testimonia Consuelo che ringrazio per il suggerimento.

Buongiorno, mi sono fatta trasportare un attimo e ho dimenticato le buone maniere e i saluti. Una frase come quella sopra non può fare altro che farci alzare gli occhi al cielo e sbuffare. È il minimo come reazione direi e può solo peggiorare.

Vi chiederete: ma tutte queste frasi da dove le tiri fuori? Sembra assurdo, ma non le ho sognate di notte in preda a incubi causati da una pessima digestione, lo giuro. (solitamente sogno di peggio in quelle circostanze) In parte le ho sentite personalmente ( vi assicuro che le persone che hanno osato dire simili cose non sono state maltrattate in nessun modo) e in parte mi sono state suggerite da altri lettori, quindi non mi sono inventata di sana pianta tutto.

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Tornando a noi, cosa rispondereste a questa frase: non serve leggere la storia degli altri, devi pensare alla tua? Io personalmente rimarrei un attimo a bocca aperta, cosa si può dire dopo un’affermazione del genere? Credo che il problema non sia tanto la risposta da dare quanto perché qualcuno ha pensato a una simile domanda.

Cosa porta a un simile pensiero

Non lo so, davvero sto cercando di non rispondere male. Spesso siamo così concentrati sulla nostra realtà che non vediamo oltre. Ci soffermiamo su ciò che dobbiamo fare, su ciò che abbiamo già fatto, sui nostri piani e su come portarli a termine e sembra che qualsiasi cosa ci porti fuori da questa strada sia in qualche modo negativo. Perché capire i problemi degli altri quando ho già i miei? Perché consolare qualcuno quando sto male anche io? Perché dare consigli a qualcuno quando ne ho bisogno anche io? Perché leggere cosa ha fatto TizioSempronio nella vita quando devo vivere la mia? Cerchiamo di rispondere con calma ad alcune di queste domande.

Perché capire i problemi degli altri?

Per essere empatici? Per aiutarli? Per non essere egoisti? Viviamo in una società circondati da persone in ogni istante: la famiglia, gli amici, i colleghi di lavoro, il macellaio o il fiorista si fiducia, il tabaccaio sotto casa e altro ancora. Viviamo a contatto con loro, entriamo in confidenza alcune volte e a meno di non essere eremiti chiusi in una capanna sull’Everest, ci devono interessare i problemi degli altri. Non parlo del fatto che il tabaccaio sotto casa non abbia avuto tempo di prendere il caffè o che nostro fratello ha perso gli sconti per un videogioco, senza ovviamente sminuire queste cose. Parlo della storia, delle guerre, della politica e dei colpi di stato, di chi ha dato la vita per la libertà, di chi ha inventato qualcosa, di chi ha avuto successo anche. Leggendo le loro storie e i loro eventuali problemi, possiamo trovare soluzioni ai nostri. E poi anche leggere storie inventate o più leggere, aiuta sempre per vedere la realtà o una determinata situazione con occhi diversi. Quindi leggere la storia degli altri è utile, anche solo per semplice cultura personale.

Conclusione

Serve leggere le storie degli altri, che siano inventate o testimonianze, perché in questo modo possiamo vivere momenti diversi anche solo nella nostra mente ed essere preparati per una simile realtà in futuro.

Per altri Deliri da lettrice.

Liv

Informazioni

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L’articolo è stato scritto in modo ironico e con un tono divertente, e va preso come tale. Non è un manifesto contro chi non legge o una riflessione estremista per chi invece lo fa.

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