Deliri da lettrice #8: perché leggere?

Buongiorno a voi lettori e non. Avete visto il titolo e sono sicura che nella vostra mentre iniziano già ad affiorare risposte mentre alzate gli occhi al cielo. Quante volte, in modo più o meno serio, ci è stato chiesto: perché leggere? E quante volte avete cercato di rispondere in modo veramente completo, con argomentazioni degne di un’aringa in tribunale mentre dall’altra parte vi hanno guardato come se steste parlando in aramaico antico?

biblioteca per lettori

Ok, non è colpa vostra a meno che non abbiate parlato davvero in aramaico antico ( se lo sapete fare, i miei più sentiti complimenti) e in realtà non è neanche colpa dell’interlocutore perché in fondo a volte siamo incompresi. Non è facile comprendere certe argomentazioni se non si prova la stessa cosa.

Esempi a caso

Immaginate un esempio molto semplice: un atleta che si allena diverse ore al giorno. Corre, fa esercizi, tiene sotto controllo la dieta, rinuncia a tante cose pur di essere sempre in forma e al massimo, sta attento a non stirarsi qualche muscolo che possa mettere in pericolo la sua passione. Dall’altro lato ci siamo noi che corriamo solo fino in bagno magari o per riuscire a prendere l’autobus e abbiamo sempre il fiatone, che ovviamente non possiamo capire come mai correre vuol dire gioia per quella persona quando noi sentiamo i crampi, la fatica, il sudore e vogliamo solo smettere e sederci.

Credo sia simile anche per i lettori. Per noi leggere a volte è come respirare, non ci stanca, non ci annoia, ma ci tiene compagnia, ci aiuta a liberare la mente, a fantasticare e dimenticare per un po’ quella vita piena di impegni e problemi, ci fa ridere o piangere, ci fa fare salti di gioia persino. Per qualcuno leggere è un impegno, un po’ come lavorare, è qualcosa che richiede l’attenzione, impegno, qualcosa che stanca persino.

Quando rispondiamo pieni di entusiasmo, vediamo gli altri che si perdono tra le nostre argomentazioni perché non provano le stesse cose ed è quindi normale sentirci degli alieni. Insomma, come potrebbe essere altrimenti quando ci emozioniamo davanti a un nuovo volume? Quando aspettiamo con ansia un seguito? Quando ci arrabbiamo e piangiamo fino alle tre di notte tra le pagine di qualche libro, accompagnando i personaggi nel loro viaggio.

Risposta più o meno seria

Tornando alla domanda, “Perché leggi?”, cerchiamo di dare una risposta semplice e seria: leggiamo perché è una passione, perché ci offre qualcosa che ci completa in qualche modo. Leggiamo perché amiamo perderci tra le parole e vivere avventure stando semplicemente seduti sul divano, perché amiamo liberare la fantasia e creare mondi che apparentemente sembrano lontani ma che in realtà sono più vicini di quanto possiamo immaginarlo. Leggiamo perché altrimenti il mondo non sarebbe lo stesso.

Gli altri possono comprenderlo o meno, possono essere d’accordo con noi o no, ma non possono cambiare il modo in cui ci sentiamo quando prendiamo in mano un libro e iniziamo a sniffarlo e stringerlo come se fosse un tesoro.

E voi, perché leggete?

Liv

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Informazioni

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L’articolo è stato scritto in modo ironico e con un tono divertente, e va preso come tale. Non è un manifesto contro chi non legge o una riflessione estremista per chi invece lo fa.

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