Deliri da lettrice #9: a cosa serve leggere?

Respiriamo cari lettori, respiriamo profondamente e ricordiamo che siamo delle persone buone che non possono passare alle offese solo per una domanda simile. Ok, reazione estremista, scusate. Ricominciamo da capo: buongiorno lettori e non. Quante volte vi è capitata una simile domanda: a cosa serve leggere? E sono curiosa, cosa avete risposto?

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foto presa dal web

Molti di noi si chiederanno: ma è davvero possibile che qualcuno possa fare una simile domanda? Ebbene, mi dispiace deludervi, ma sì, succede. Non possiamo comprendere il perché, ma a quanto pare a volte la lettura viene data per scontata in qualche modo. Perché succede questo? Forse i libri non sono più considerati alla moda. Insomma, abbiamo i film, le serie tv, ci fanno vedere e “toccare” con mano i personaggi, gli eventi, tutto ciò che accade; possiamo vederle mentre stiamo facendo altro quindi due piccioni con una fava, anzi tre piccioni: sappiamo la storia del libro,vediamo una serie tv/film e facciamo le pulizie/prepariamo la cena/etc. Direi ottimo, una cosa perfetta.

No, non lo è. Per quanto i film e le serie possano essere interessati, non saranno mai come il libro. Sniffare le pagine, immaginare i luoghi dove accade tutto, i personaggi, vederli interagire, è una cosa che succede solo quando leggiamo. Pagina dopo pagina, riga dopo riga, la storia prende forma, i pezzi del puzzle vanno al loro posto e dentro la nostra mente si crea un mondo dove noi siamo accanto ai protagonisti: li vediamo piangere, soffriamo con loro, ridiamo e siamo felici per loro.

Perché serve leggere

I libri costano, altro punto a svantaggio e molti preferiscono spendere in altre cose piuttosto che in mucchi di carta che una volta letti, prenderanno la polvere. Posso essere d’accordo con voi, ma fino ad un certo punto. Comprare libri e leggerli non è uno spreco, ma un investimento. I libri ci aiutano ad avere il cervello attivo, ci allenano la memoria, ci fanno rilassare, ci aiutano ad imparare nuovi vocaboli e a parlare in un certo modo, quindi si investe sulla cultura direi.

Comprare un libro e leggerlo significa rimanere attivi con la mente, usare la fantasia, l’immaginazione e continuare a svilupparla, cosa che poi ci risulta utile anche in altri ambienti quotidiani. Con i libri possiamo vedere mondi lontani, possiamo vivere esperienze diverse e imparare qualcosa su di esse. Mi rendo conto che i personaggi sono per lo più inventati, le azioni altrettanto, ma in fondo ogni scrittore si ispira alla realtà quindi sono verosimili. Possono essere esagerati, fantasiosi e del tutto strani, ma in fondo possiamo vederli collocati nella nostra vita reale.

Un cantante che ha successo, che ha problemi, un ragazzo con problemi di rabbia o di droga, qualcuno che viene rifiutato dalla propria famiglia, amici che ti tradiscono, storie d’amore che finiscono in tragedia, persone che fanno il giro del mondo per realizzare i propri desideri, direi che da qualche parte nella vita reale esistono sicuramente. Non ci servono nome e cognome, ma se riflettiamo un attimo qualsiasi azione di un libro può essere ricondotta alla realtà, magari con i dovuti accorgimenti.

Leggere non è uno spreco finché è un investimento per la propria cultura generale. E non serve avere sempre sotto il naso solo Tolstoj, Austen o qualche manuale di fisica quantistica, persino il libricino più corto e apparentemente stupido ci può dare una lezione, non sottovalutate nulla.

I libri ci fanno divertire. Quante volte leggiamo per ridere? Per rilassarci e lasciare da parte per un attimo i problemi quotidiani? Perché questo dovrebbe essere uno spreco di tempo e denaro se ci fa star bene?

I libri nel corso dei secoli hanno occupato diversi ruoli. Ci sono state persone che hanno dato la vita per poterli leggere e scrivere, ci sono stati quelli che si sono salvati grazie a qualche storia scritta chissà dove, ci sono quelli che hanno acquisito potere o lo hanno perso grazie ai libri, ci siamo noi che ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo.

I libri possono offrire tanto, non dimenticatelo.

Liv

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L’articolo è stato scritto in modo ironico e con un tono divertente, e va preso come tale. Non è un manifesto contro chi non legge o una riflessione estremista per chi invece lo fa.

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