Quante volte nella vita ci troviamo in momenti in cui vogliamo esprimerci e non riusciamo a farlo? Quante volte vogliamo urlare al mondo ciò che abbiamo nella nostra mente, nella nostra anima, eppure l’urlo rimane soffocato e muore prima di trovare le nostre labbra? Quanto volte vogliamo rispondere, controbattere eppure ci zittiamo per la nostra volontà o per quella degli altri, ci chiudiamo dentro di noi e rimangiamo ogni sillaba, la uccidiamo prima ancora di farla nascere? Forse troppe volte, creando uno spazio per quelle parole mai dette, che rimarranno in aria chissà dove.

Ci sono parole mai dette per paura di non essere creduto perché a volte le persone non si fidano facilmente e non vedono o vivono la stessa identica situazione. Spesso è difficile capire le circostanze di certi avvenimenti, i sentimenti, se prima non hai provato le stesse cose o almeno se tu non ci sia andato vicino. È difficile capire se non vuoi guardare la vita ti chi ti sta accanto attraverso i suoi occhi.

Ci sono parole mai dette per paura del giudizio degli altri, per non essere messi da parte o derisi per le idee troppo buffe, strane o diverse. Si sa che un ragionamento contrario agli altri spesso è indicato come fuoriluogo, pazzo, e spesso le persone per non finire emarginate si rimangiano le loro idee, persino quelle che potevano essere le migliori. Basta guardare la storia per vedere i geni messi da parte, teorie evolute e all’avanguardia giudicate bizzarre per i loro tempi, menti brillanti emarginate per i loro gusti strani e non comuni, per i loro comportamenti fuori dal comune nella vita di ogni giorno. Perché ciò che non conosciamo, ci risulta strano e quindi difficile da accettare.

Ci sono parole mai dette per paura di ferire qualcuno, per paura di far del male a chi vogliamo bene, perché non sappiamo o non vogliamo far notare un loro errore, perché non siamo pronti a contraddirli. Quando abbiamo davanti a noi le persone che amiamo, alle quali siamo affezionati, la ragione passa in secondo piano certe volte e siamo pronti ad affermare di amare un vestito, un colore, un posto, solo per non ferire nessuno.

Ci sono parole mai dette per paura di non rischiare tutto e perdere ciò che si ha, per paura di non rimanere senza nulla, di dover riprendere da capo e ricostruire tutto con le macerie dei propri sogni. Ci fermiamo e pesiamo ogni sillaba, ogni lettera e suono che potrebbe uscire fuori dalla nostra bocca perché l’incertezza e il rischio di crollare è alto, perché non sappiamo quali possano essere le conseguenze di una scelta, di una frase di troppo o di una verità troppo dura.

Ci sono parole mai dette perché non le abbiamo trovate, non sono venute fuori nel momento giusto e ormai abbiamo perso l’occasione di pronunciarle, perché abbiamo aspettato il momento giusto che non è mai arrivato o forse ci siamo passati accanto senza renderci conto.

Ci sono parole mai dette perché morte nella gola o trasformate in sussurri appena udibili per l’emozione che si provava in quel istante, che sia essa felice o meno.

Ci sono parole mai dette che ti porti nella mente, nel cuore, nell’anima, parole che fanno male, che ti lacerano dentro, parole che ti sei dimenticato tempo fa, che non valgono più adesso, che non hanno senso perché la vita è cambiata.

Ci sono tante, troppe parole che ti hanno fatto pentire di non aver parlato, di non aver urlato al mondo intero ciò che avevi dentro, che non le hai lasciate libere al momento giusto. Ci sono così tante che a volte sembra che sei stato per sempre in silenzio, ti sembra di non aver detto mai nulla. E ti porterai dentro tutto questo perché pensi di aver perso un’occasione importante o una persona, perché pensi che forse avresti potuto cambiare la tua vita e forse persino te stesso. Sai dentro di te che le parole hanno il potere di cambiare, di creare e di distruggere, di ferire, di emozionare, perché le parole sono sentimenti, dolore e a volte gioia. Sai che sono una delle poche cose che riesci a mostrare al mondo esterno, il mezzo per esporti, per aprirti, per farti capire e accettare, per scegliere, per cambiare.

E quando rimangono dentro, chiuse, nascoste, sono come un colpo alla nostra anima perché dovrebbero essere sempre libere, perché la paura ci limita e il rimpianto di non averle proferite mai, non ci fa vivere a volte.

Liv

Sulla storia

Questa riflessione è nata diversi anni fa ed è stata cambiata e arricchita nel frattempo. 

Perché l’ho scritta? Perché essendo una che a volte non riesce a trovare le parole giuste per esprimersi, ho provato a mettere su carta questo sentimento. A volte è più facile scrivere e fare un lungo monologo sul foglio bianco, piuttosto che davanti alle persone. Fa parte della raccolta Momenti di ordinaria follia.

E voi vi siete mai trovati in momenti dove non avete saputo dire nulla? 

Informazioni

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Questa breve riflessione è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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