Racconto: Fiori nel vento

Informazioni

“Fiori nel vento” è un racconto breve nato per un evento al quale ho partecipato diverso tempo fa. È una storia che parla di radici e legami delle persone.

“Fiori nel vento”

Piove. Guardo dalla finestra i fiori che vengono scossi dal vento, che tremano, che si abbassano per colpa delle gocce pesanti che cadono incessantemente. Alcuni petali ormai sono a terra, persino certe foglie cadono dagli alberi. L’autunno non è ancora arrivato, ma la natura pare si stia già trasformando. Vedo piccole pozzanghere che si formano sulla stradina oppure sull’erba che ieri era verde e forte. È tutta piegata a terra, schiacciata, come se fosse stata calpestata da qualcuno. La natura si fa valere, l’autunno è alle porte e fa vedere la sua presenza imponente.

fiori

Fa freddo. Strano fatto visto che fino a ieri tutti eravamo con le maniche corte e invece adesso abbiamo una felpa leggera sopra. Fino a ieri avrei bevuto tranquillamente un bicchiere di acqua fresca, quasi ghiacciata mentre oggi ho in mano una tazza di the bollente. Forse non è ancora tempo di bevande calde, ma con questa pioggia è l’unico compagno che posso avere.

Il vento soffia. Guardo quei fiori così indifesi, che piano piano si spezzano perché sanno che non possono resistere. Vedo i loro petali che vengono strappati con forza e portati via lontano, chissà dove, forse in una pozzanghera o forse sul prato. Forse domani li troverò tutti sulle scale davanti alla porta di casa.

Tuona. In lontananza ho visto un fulmine che ha squarciato il cielo. Il sole ormai si è nascosto tra nuvole nere e minacciose, come se avesse paura. Ha capito che è arrivato il tempo di lasciare a loro il commando. Tra poco dovrebbe esserci il tramonto, ma il sole è ormai scomparso da ore. Manda ancora un po’ della sua luce, ma non ha più la forza di combattere contro le nuvole.

Guardo la mia tazza di the in questo silenzio tombale e non posso fare altro che identificarmi con quei fiori. Mentre il sole splende d’estate, tutti abbiamo qualcosa da fare. Le giornate sono lunghe e piene di impegni: lavoriamo, andiamo in vacanza, usciamo con gli amici e conosciamo nuove persone, balliamo, stiamo sulla spiaggia in pace. È come se fosse un’altra vita quella. Quando poi i giorni si accorciano, iniziano i problemi perché la notte è lunga e la solitudine pesa. Sono questi i momenti in cui diventiamo invidiosi degli altri. Sono qua che guardo la pioggia mentre altri in casa guardano un film assieme, oppure giocano a qualche cosa, parlano e ridono, ignorando la bufera che c’è fuori, e li invidio, vorrei essere al loro posto e sentire il calore umano, le risate, qualche parola che mi distragga.

Mi giro e vedo in lontananza il mare con onde gigantesche e una schiuma bianca a coprire la spiaggia. Sembra arrabbiato, come se volesse cancellare quelle orme lasciate dall’uomo. Ho sempre amato il mare, per questo ho scelto questa casa. Dicono sia accogliente, ma dopo tanti anni io la vedo solo come un posto dove il silenzio e la solitudine regnano indisturbati. Ho faticato tanto per avere un posto mio, dove dormire e vivere tranquillamente, dove nascondermi dal mondo esterno e ho scelto bene: nessuno si accorge di me ormai. Sono come quei fiori in balia della tempesta. Sono fragili e graziosi, ma non hanno radici così forti che li tengono ancorati alla terra per sempre. Prima o poi il vento li spezzerà senza pietà. Sono proprio così io, libera, senza radici, che posso essere spezzata e buttata via in ogni istante. Mentre gli altri hanno una famiglia, hanno un posto dove possono rifugiarsi e trovare calore, dove possono curare le loro ferite e da dove iniziano un nuovo percorso, io ho solo una casa vuota, silenziosa dove l’unica cosa che posso trovare è riparo dal freddo e dalla pioggia. Misera consolazione vero?

Vedo quei fiori a terra e mi sento come loro. Sono sola io e non ho delle radici, non ho un’ancora che mi tenga ferma durante la tempesta. Sono libera per essere distrutta, senza che nessuno di accorga. Siamo come fiori nel vento. 

Tutti noi dovremmo avere un posto dove possiamo sentirci al sicuro, delle persone che si prendono cura di noi, dovremmo essere così tutti, uniti contro il vento e l’oscurità. Invece ci sono persone come me che non hanno nulla e sono le prime a cedere e spezzarsi, come i fiori nel vento.

Non ho mai avuto una famiglia a meno che l’orfanotrofio non possa essere definito tale. Ero sola anche lì, ero timida e soffrivo per ogni parola cattiva, ero in balia del vento anche allora. Sono cresciuta e ho provato a diventare forte, a crearmi un posto dove essere al sicuro, ma con il tempo mi rendo conto che non ci sono riuscita del tutto. Altri hanno trovato dei fratelli e delle sorelle, hanno un posto dove passare la domenica in compagnia. Io non ho mai trovato nessuno. Non so da dove vengo, forse discendo da qualcuno con una storia antica, o forse sono nata per la strada, ma non ho mai avuto conferma di nessuna di queste ipotesi.

Sapete quanto è difficile galleggiare sul mare senza avere delle radici che ti tengano ancorato al suolo? Sei portato via dalla corrente, dove vuole, spinto dal vento al largo. Noi persone sole siamo così: se sbagliamo, se cadiamo, se soffriamo, nessuno ci tiene fermi per aiutarci a ripartire. Il dolore ci porta alla deriva, ci spinge verso mondi oscuri da dove non possiamo uscire se non abbiamo un legame con la luce. Siamo come l’erba che viene calpestata, come quei fiori che verranno dimenticati dopo l’arrivo dell’autunno, scompariamo e nessuno avrà più memoria di noi. Perché alla fine solo una famiglia può ricordarsi di noi in ogni momento. Sono le origini che in parte ci definiscono, ci formano il carattere, e senza quelle siamo un po’ come camaleonti: ci adattiamo a ciò che abbiamo attorno.

Piove. I fiori sono tutti a erra distrutti ormai, l’erba annega nelle pozzanghere che si sono formate. Non sono forti, non resistono al temporale. Forse anche noi siamo così, perché in fondo tutti dovemmo avere delle radici per non sentirci come i fili d’erba nella tempesta, altrimenti veniamo portati alla deriva.

Liv

Sulla storia

Il racconto è nato per caso da una sfida di scrittura alla quale ho partecipato. La consegna che ho ricevuto era quella di scrivere qualcosa partendo dalla seguente frase: siamo come i fili d’erba nella tempesta

Ho immaginato questo quadro di pioggia, vento che spazza via tutto, e una persona che si sente sola, senza radici, per poter esprimere il qualche modo il concetto che stava dietro la frase che mi era stata assegnata. 

Informazioni e disclaimer

Il contenuto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve riflessione è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale. 

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