“The penalty shot” Maren Moore | Recensione

“The penalty shot” Maren Moore | Recensione

Trama: “The penalty shot”

L’unica e sola regola: niente deve influenzare il nostro accordo da coinquilini.
Essere una mamma single significa che la mia vita ruota attorno alle regole. Ma… alcune sono fatte per essere infrante.
Il mio nuovo coinquilino è una tentazione che non posso permettermi.
Asher Hart, l’affascinante giocatore di hockey tatuato, sta facendo di tutto per abbattere i muri attorno al mio cuore.
Avrei dovuto sapere che sarebbe stato un problema, ma forse un po’ di guai è proprio ciò di cui ho bisogno.
Mi dice che sono la sua brava ragazza, che è orgoglioso di me. E mi mostra un lato di me che non sapevo nemmeno esistesse prima che entrasse nella mia vita.
Per quanto io sia dipendente dal modo in cui mi fa sentire, so che è solo temporaneo. E ora devo solo trovare un modo per proteggere il mio cuore.

Commento

The Penalty Shot si apre in modo leggero e divertente, con una scena che strappa subito un sorriso: Asher viene svegliato dai rumori decisamente poco discreti provenienti dalla camera da letto dei vicini. È un inizio efficace, che introduce il protagonista e la sua nuova solitudine dopo aver condiviso l’appartamento con gli amici per tanti anni, ora tutti trasferiti altrove.

Tra allenamenti e routine sportive, l’incontro con la vicina Auden segna una svolta nella sua quotidianità. Quello che nasce come un rapporto casuale si trasforma rapidamente in qualcosa di più profondo: Asher diventa un punto di riferimento fondamentale per lei, prima come salvatore in una notte drammatica, poi come amico sincero e presenza costante nei momenti di difficoltà. Il loro legame cresce in modo naturale, senza forzature, evolvendosi insieme ai sentimenti che entrambi faticano inizialmente a riconoscere.

Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio la caratterizzazione di Asher, che si discosta dallo stereotipo del classico sportivo “bad boy”. Nonostante il fisico imponente e la forza che lo contraddistinguono, è un personaggio gentile, paziente e rispettoso. Non giudica Auden, non la prende in giro né assume un atteggiamento di superiorità: al contrario, sceglie di camminare al suo fianco, imparando con lei e sostenendola senza mai invadere il suo spazio.

La storia si arricchisce man mano che entrambi i protagonisti affrontano le proprie fragilità e cercano di superare le difficoltà personali. In particolare, il percorso di crescita di Auden è ben costruito e credibile, rendendo la sua evoluzione emotiva uno degli elementi più toccanti del libro. 

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