“Maschere di notte capitolo 9” | Racconto Writober

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Introduzione racconto “Maschere di notte” capitolo 9

“Maschere di notte” è un racconto che avrà diversi capitoli, collegati tra loro dagli stessi protagonisti che si incontrano, si scontrano, pensano ai loro incontri dettati dal destino. Il racconto è stato scritto per la sfida WRITOBER 2025, dove ogni giorno di ottobre viene dato un prompt diverso. I capitoli non sono forse nemmeno ordinati, nascono a caso usando il prompt del giorno.

Prompt 9: rosa
Prompt 10: esperimento andato male
Il capitolo contiene entrambi i prompt

Conoscerete Lili e Rhys, due personaggi che girano tra maschere, doveri, desideri nascosti e un po’ di ironia del destino che sta giocando con le loro vite.

Capitolo 1 – Maschere di notte capitolo 1
Capitolo 2 – Maschere di notte capitolo 2
Capitolo 3 – Maschere di notte capitolo 3
Capitolo 4 – Maschere di notte capitolo 4
Capitolo 5 – Maschere di notte capitolo 5
Capitolo 6 – Maschere di notte capitolo 6
Capitolo 7 – Maschere di notte capitolo 7
Capitolo 8 – Maschere di notte capitolo 8

maschere di notte

Maschere di notte

Capitolo 9

Il sole era tramontato da un po’ e Rhys si ritrovò a guardare la città dall’alto, dal terrazzo dell’attico dove si era trasferito da poco. C’erano due piani, su uno la zona giorno e la camera di sua sorella, così da avere lo spazio necessario per lei, mentre al piano di sopra c’era la terrazza, la sua stanza e lo studio. Aveva preferito questa divisione perché voleva che sua sorella potesse avere la sua privacy e potesse invitare le amiche a studiare o dormire da lei, senza che lui potesse disturbare. A volte lui arrivava tardi a casa e preferiva usare l’ingresso direttamente al suo piano, senza svegliare sua sorella. Voleva comunque esserle vicino, ma senza soffocarla.

Sapeva che il loro mondo poteva essere veramente una gabbia, bella, luccicante, dorata, ma sempre una gabbia che piano piano uccideva tutti i sogni. Lui aveva rinunciato a tante cose ma lo aveva fatto con piacere perché era riuscito in quel modo ad avere la libertà per Victoria.

Lui aveva studiato in collegio con tutti i rampolli dell’élite, aveva poi fatto l’università con tutti i suoi compagni, seguendo quelle materie che potevano essergli utili a gestire l’impero dei Sinclair. Aveva già iniziato a lavorare quando suo nonno paterno era venuto a mancare, ritrovandosi così a portare un titolo che pesava più di quanto lui volesse. Sua madre era figlia del Conte di Hastings, aveva portato in dote molte proprietà e imprese e il suo matrimonio con il figlio del Duca si Sinclair aveva dato vita a una nuova alleanza.

Lui aveva ereditato tutto troppo presto. Suo padre era morto quando lui era un adolescente e suo nonno un paio di anni dopo la fine dei suoi studi. Si era ritrovato in poco tempo a dover gestire affari immensi e portare avanti relazioni diplomatiche e di amicizia con chiunque, perché quello era uno dei canali principali per continuare gli affari.

Per quella ragione si trovava lì in America, a Night Bay, e partecipava a qualsiasi festa dei ricchi uomini d’affari. Aveva negoziato ed era riuscito a far sì che suo cugino seguisse gli affari in Europa mentre lui apriva la strada per un’espansione. La ragione principale e ufficiale era quella. La realtà che lui aveva nascosto molto bene era portare Victoria lontano da quel mondo per un po’.

Era piccola quando loro padre mancò e poco più grande quando anche il nonno morì e aveva sofferto per entrambi molto. Lei era più timida, ingenua, e quando aveva iniziato a presentarsi agli eventi in società, Rhys aveva visto spegnere lentamente la luce nei suoi occhi. Scoprì che le sue compagne non erano molto carine con lei in collegio e nemmeno alle feste, veniva emarginata perché non aveva gli stessi loro interessi. Era la sorella di un duca e quando le dedicavano attenzioni, lo facevano solo perché volevano arrivare a lui.

Non aveva scherzato quando aveva affermato di essere un ottimo partito: aveva un titolo nobiliare, conosceva le persone più importanti e influenti del mondo, partecipava a incontri di affari o a feste con loro, era ricco e attraente. Le compagne di Victoria sognavano di diventare duchesse, a qualsiasi costo.

Non avrebbe sposato nessuna di loro, non solo perché erano molto più piccole di lui, cosa che a quanto pare non importava a nessuno, ma perché in realtà lui aveva già una promessa sposa. Quello era un altro sacrificio che aveva fatto. Aveva accettato il patto e avrebbe sposato una sconosciuta come siglato da suo nonno, se Victoria fosse stata libera di fare le sue scelte. E siccome non era uno sprovveduto, aveva messo per iscritto tutto, prima che suo nonno morisse.

Alla fine dell’anno scolastico, aveva comunicato a sua madre che avrebbe portato Victoria in America con lui. Lei aveva accettato, anche se inizialmente non era stato facile per lei. Era stata cresciuta in un certo modo ed era difficile cambiare anche se piano piano lo stava facendo. Amava i suoi figli e sapeva che era meglio per Victoria stare un po’ lontana da tutto. Avrebbero parlato spesso, fatto videochiamate e potevano in qualsiasi momento prendere un aereo per incontrarsi; quindi, aveva accettato quel trasloco dall’altra parte dell’oceano senza opporsi.

Durante l’estate Rhys aveva fatto diversi viaggi di lavoro e aveva portato Victoria con lui sempre, cercando di ritagliarsi un po’ di tempo per visitare le città con lei. Avevano visto diverse capitali Europee e poi, poco prima dell’inizio della scuola, avevano fatto diversi giorni di vacanza in America. Rhys voleva che lei si abituasse a quel mondo nuovo e così diverso da quello che aveva visto ogni giorno per anni a Londra.

Da poco aveva preso l’attico e avevano finalmente lasciato la suite dell’albergo per sistemarsi lì. Avevano chiesto a dei professionisti di occuparsi di tutto, ma avevano fatto comunque le loro scelte nei piccoli dettagli in modo da rendere la casa accogliente.

Rhys entrò dal terrazzo e sorrise mentre vide i due cuscini rosa sul divano. Erano un tocco di Victoria. Quando aveva visto che lui aveva scelto colori neutri, aveva deciso che doveva dare un po’ di vita a quell’ambiente. Aveva così comprato i cuscini rosa per il divano, un vaso con dei fiori rossi sul tavolino e aveva persino provato a creare una coperta arcobaleno per il suo letto.

Senza dirgli nulla, aveva comprato i colori e aveva seguito un tutorial per colorare del tessuto. Quando la coperta era stata pronta, l’aveva messa sul letto di Rhys per fargli una sorpresa e prenderlo in giro per i colori decisamente sgargianti. Qualcosa in quell’esperimento però era andato male, e il colore passò alle lenzuola macchiandole tutte, inclusi i cuscini con il pizzo bianco che Victoria aveva appoggiato sopra. Sembrava che un bambino avesse giocato con gli acquerelli sul letto, macchiando tutto.

L’esperimento di Victoria era fallito, ma avevano passato una serata a ridere insieme mentre cambiavano le lenzuola e buttavano via quelle ormai distrutte. Ogni tanto lui glielo ricordava, dicendo che prima o poi le avrebbe ricambiato il favore e distrutto il letto.

Sorridendo ancora per quel ricordo, si cambiò, indossò una tuta e scese al piano di sotto per la serata cinema. Era curioso di cosa avrebbe scelto Victoria, ma era pronto a scommettere che sarebbe stato qualcosa di romantico. E lui sarebbe rimasto accanto a lei a vedere il film e commentare, come se fosse un capolavoro. Perché in fondo a lui non interessava molto del film, quanto del fatto di passare del tempo con lei e vederla felice.

 

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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