“Maschere di notte capitolo 8” | Racconto Writober

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Introduzione racconto “Maschere di notte” capitolo 8

“Maschere di notte” è un racconto che avrà diversi capitoli, collegati tra loro dagli stessi protagonisti che si incontrano, si scontrano, pensano ai loro incontri dettati dal destino. Il racconto è stato scritto per la sfida WRITOBER 2025, dove ogni giorno di ottobre viene dato un prompt diverso. I capitoli non sono forse nemmeno ordinati, nascono a caso usando il prompt del giorno.

Prompt 8: Grande festa

Conoscerete Lili e Rhys, due personaggi che girano tra maschere, doveri, desideri nascosti e un po’ di ironia del destino che sta giocando con le loro vite.

Capitolo 1 – Maschere di notte capitolo 1
Capitolo 2 – Maschere di notte capitolo 2
Capitolo 3 – Maschere di notte capitolo 3
Capitolo 4 – Maschere di notte capitolo 4
Capitolo 5 – Maschere di notte capitolo 5
Capitolo 6 – Maschere di notte capitolo 6
Capitolo 7 – Maschere di notte capitolo 7

maschere di notte

Maschere di notte

Capitolo 8

Lili continuò a camminare avanti e indietro per quanto la stanza di Kayla lo permettesse. Davanti al letto c’era giusto una striscia di spazio e lei continuava a guardarsi nello specchio dell’armadio mentre continuava a muoversi. Si era vestita da cinque minuti buoni ma non trovava ancora il coraggio di uscire. L’errore del giorno lo aveva commesso quando aveva detto a Kayla che l’avrebbe accompagnata a una festa perché secondo lei ne avevano bisogno. Lili aveva provato a spiegarle che ne aveva abbastanza di feste negli ultimi tempi e che quello di cui aveva bisogno era la pace, un buon libro e una cioccolata calda, non della musica ad alto volume e del casino in chissà quale locale.

Kayla era stata molto brava a convincerla però: era da sola, voleva andare a svagarsi perché in ufficio avevano avuto troppo lavoro da fare, voleva ballare e non pensare ai problemi della vita per una sera. E quello aveva colpito Lili perché effettivamente ne aveva bisogno anche lei.

Era tornata dal matrimonio di Catherine e Liam da una settimana e non aveva ancora avuto il tempo per riprendersi davvero. Per evitare di incrociare nuovamente Rhys, era andata via dalla villa prima che qualcuno si svegliasse. Aveva dormito pochissimo e si vedevano le occhiaie, ma non voleva correre il rischio di ritrovarsi nuovamente davanti quell’uomo che ultimamente pareva onnipresente.

Quel pomeriggio stesso, era andata da sua zia per discutere di alcune scelte del ballo di Natale, si era occupata della festa aziendale degli uffici che avevano a Night Bay e nelle vicinanze, aveva organizzato la trasferta di diversi dirigenti nella sede di Parigi ed era arrivata a quel sabato mattina sfinita. Quando Kayla l’aveva chiamata pregandola di andare con lei quella sera, aveva provato a rifiutare ma si era resa conto che era da tanto tempo che non passava una serata a non pianificare qualcosa di lavoro. Le feste natalizie le piacevano anche, ma portava sempre troppo lavoro e lei non vedeva l’ora che finissero, così da poter respirare finalmente e dedicarsi per un po’ alle sue passioni. Il libro che stava scrivendo era fermo da mesi e lei non voleva richiuderlo nuovamente in un cassetto.

Era arrivata da Kayla per cena, avevano mangiato qualcosa di veloce e aveva accettato l’outfit che Kayla le aveva preparato senza nemmeno guardare, e quello poteva considerarlo il suo secondo errore della giornata. Doveva ammettere con se stessa che ultimamente ne commetteva anche troppi. Si guardò ancora nello specchio e con un respiro profondo decise di uscire, prima che Kayla minacciasse di buttare giù la porta. Il fatto che fosse la sua stanza quella non contava.

«Wow, lo sapevo che saresti stata uno schianto. Ragazza, sembri catwoman nei suoi momenti migliori, sarai il sogno erotico di ogni uomo etero stasera.» Kayla le girò attorno e continuò a ribadire come avesse scelto molto bene il suo outfit.

Lili indossava dei pantaloni neri, un dolcevita in pizzo e una giacchetta in pelle nera; aveva degli stivali dello stesso colore con tacco alto e solo la matita come trucco. I capelli erano legati in una coda alta, senza nessun fronzolo. Nell’insieme era elegante, anche se decisamente molto più sensuale del suo solito.

«Non pensi sia esagerato?»

«Ragazza, sei coperta, non hai brillantini o paillette, sei sensuale quanto basta per un club dove si va a ballare. Ed era o così o un vestito come il mio, a te la scelta.»

Lili guardò la sua amica e vide il suo vestito rosa sopra il ginocchio che metteva in risalto tutte le sue curve, le scarpe con il tacco vertiginoso, il trucco più pesante. Decise di non aggiungere altro e di uscire di casa prima di essere obbligata a cambiarsi. Sapeva quando valeva la pena iniziare a combattere una battaglia e quando era meglio ritirarsi prima di subire altri danni. E in quel momento, con Kayla, era meglio non combattere perché non aveva nessuna arma a disposizione.

Arrivate al locale, Lili comprese la definizione di grande festa che Kayla le aveva dato al telefono: il club aveva un’entrata protetta dai buttafuori, la musica ad alto volume, luci soffuse e sfere da discoteca che giravano, gente che ballava in pista come se non contasse altro. Il club era pieno il giusto, si poteva ballare senza rischiare di strusciarsi su chiunque o si pesare i piedi a qualcuno mentre si andava al bar a riempire il bicchiere. Andarono al tavolo dove gli amici di Kayla le stavano aspettando e dopo qualche saluto si misero a ballare anche loro.

Lili aveva preso lezioni di valzer e ogni ballo che poteva esserle richiesto a una festa di un conte, di un diplomatico o di qualche ricco uomo d’affari. Sapeva muoversi con grazia sulla pista persino quando il suo ballerino non era bravo a guidarla; tuttavia, in quelle occasioni in discoteca o in un club si trovava sempre come un pesce fuor d’acqua. Le serviva un po’ prima di sciogliersi e smettere di sembrare un palo che dondolava senza senso.

Dopo alcuni minuti, si ritrovò abbracciata a Kayla a muovere i fianchi a ritmo di musica mentre teneva in mano un bicchiere con il suo solito cocktail fruttato che si concedeva in simili occasioni. Non esagerava mai, e quel cocktail era il suo atto di ribellione ogni tanto.

Ballò persino con alcuni amici di Kayla, sentendosi per un attimo come una normale ragazza della sua età che si divertiva un sabato sera in compagnia. Quando uscirono alle quattro di notte, era sorridente come non le capitava da tanto, nonostante la stanchezza. Quella grande festa in fondo le aveva davvero permesso di smettere di pensare per qualche ora.

 

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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