Introduzione racconto “Maschere di notte” capitolo 6
“Maschere di notte” è un racconto che avrà diversi capitoli, collegati tra loro dagli stessi protagonisti che si incontrano, si scontrano, pensano ai loro incontri dettati dal destino. Il racconto è stato scritto per la sfida WRITOBER 2025, dove ogni giorno di ottobre viene dato un prompt diverso. I capitoli seguono questi prompt, dando così vita a una storia che si costruisce giorno dopo giorno.
Prompt 6: matrimonio
Conoscerete Lili e Rhys, due personaggi che girano tra maschere, doveri, desideri nascosti e un po’ di ironia del destino che sta giocando con le loro vite.
Capitolo 1 – Maschere di notte capitolo 1
Capitolo 2 – Maschere di notte capitolo 2
Capitolo 3 – Maschere di notte capitolo 3
Capitolo 4 – Maschere di notte capitolo 4
Capitolo 5 – Maschere di notte capitolo 5

Maschere di notte
Capitolo 6
Il venerdì, Lili si svegliò con calma. La sera prima avevano fatto diverse prove per il trucco e per i capelli e poi avevano cenato tutte le ragazze insieme. Si alzò dal letto comodo, cercando di trovare la motivazione per uscire. Si preparò con attenzione e scese a colazione dove incontrò diverse persone che conosceva. Salutò, parlò con tutti e poi andò a ritirare il suo vestito da damigella che era stato preparato il giorno prima.
La sposa, Catherine, figlia di un’amica di sua madre, aveva scelto un rosa pallido come colore per le damigelle e aveva fatto confezionare dei vestiti su misura per ciascuna. Ognuno era diverso, pensato e creato per evidenziare le caratteristiche di ciascuna di loro. Anche se il colore era troppo pallido per i gusti di Lili, aveva apprezzato lo sforzo di adattarli alle loro caratteristiche, in modo che nessuna si sentisse a disagio. Era grata di non dover indossare un vestito fucsia, attillato, troppo corto e con piume, come aveva dovuto fare Kayla al matrimonio di sua cugina. Almeno lei sarebbe stata coperta senza il rischio che qualcuno vedesse la sua biancheria mentre si sedeva.
Mentre guardava il vestito appeso all’armadio nella stanza che le era stata assegnata, Lili si chiedeva ancora come fosse finita a far parte di quel gruppo e non aveva trovato una risposta soddisfacente per i suoi gusti.
Sua madre e la madre della sposa, entrambe figlie di conti inglesi, si erano praticamente cresciute insieme in due proprietà che confinavano. Erano amiche, quindi, anche Lili e Catherine si conoscevano da sempre. Le famiglie si erano frequentate, avevano persino passate alcune vacanze insieme, ma Lili non poteva considerarla davvero un’amica. Non si conoscevano intimamente, motivo per il quale era rimasta sorpresa quando Catherine le aveva chiesto di far parte del suo gruppo di damigelle.
Lili aveva pensato di rifiutare cordialmente, trovando una scusa valida, ma sua madre, come sempre, l’aveva minacciata quindi alla fine aveva dovuto accettare. Aveva partecipato all’addio al nubilato in una lussuosa spa, era andata alle prove per i vestiti e aveva contribuito con le sue idee per quelli dele damigelle e aveva fatto tutto con entusiasmo. Finto purtroppo, lo doveva ammettere con se stessa, ma era contenta che il mondo esterno non lo avesse capito. Sua madre non glielo avrebbe perdonato.
Dopo colazione passò del tempo in camera, con la scusa che aveva del lavoro da svolgere per l’organizzazione di alcuni eventi.
Aveva studiato economia perché doveva farlo, doveva occuparsi della gestione delle varie proprietà e imprese di famiglia. Mentre suo fratello Vincent amava quel mondo e aveva la passione per quel genere di lavoro, Lili amava la letteratura, scrivere e leggere, ma non poteva seguire quello che era il suo desiderio. Suo fratello un giorno sarebbe stato l’amministratore delegato del loro impero, mentre lei sarebbe stata la persona che si occupava di organizzare tutto: dalle feste aziendali e raccolto di beneficenza, fino alla costruzione e apertura di nuovi uffici. Lui trattava, negoziava contratti e costruiva nuove alleanze, mentre lei organizzava i momenti migliori dove questo potesse avvenire. Non le dispiaceva quel lavoro, si divertiva persino a farlo a volte, anche se non coincideva con i suoi sogni.
La mattina del matrimonio arrivò troppo presto e Lili cercò di sembrare entusiasta di essere lì. Anni di esercizio l’avevano portata ad essere convincente.
Il trucco leggero e i capelli sistemati in una serie di trecce con dei fiorellini completavano il suo outfit. Quando tutte le damigelle furono pronte, presero i bouquet e uscirono in giardino.
Nonostante fosse ormai dicembre, gli sposi avevano voluto fare la cerimonia all’aperto. Addobbi invernali e la neve creavano un quadro davvero romantico.
Quando le prime note della marcia nuziale iniziarono, Lili e le altre presero a camminare piano guardando verso lo sposo che attendeva in fondo al vialetto dove avevano creato l’arco di rose bianche e rosse sopra l’altare.
Per poco Lili non inciampò quando vide tra gli uomini che aspettavano in piedi accanto allo sposo, Rhys. Mascherò il suo stupore e si concentrò su altro, anche se era sicura che lui la stesse guardando.
Ascoltò in silenzio il rito e applaudì come tutti quando i due sposi furono dichiarati marito e moglie. Quando loro si incamminarono verso l’edificio dove si sarebbe svolta la festa, le damigelle furono affiancate dagli amici dello sposo e Lili si ritrovò a dover accettare il braccio di Rhys. Lo vide solo sorridere in modo malizioso e fu grata per il suo silenzio. Doveva ancora capire come mai fosse lì e soprattutto come comportarsi.
Se le prime volte aveva risposto alla provocazione e aveva usato frasi poco lusinghiere, sapeva che adesso non poteva farlo perché era un evento importante, c’erano troppe persone che conosceva e rischiava di finire al centro dei pettegolezzi prima del taglio della torta.
Rimase in silenzio e cercò di immaginare ogni scenario: era il fratello dello sposo forse, ma non le pareva di ricordare nulla del genere da Catherine e dai suoi discorsi sulla sua dolce metà, forse lavoravano insieme, ma non ricordava esattamente di cosa si occupassero. Dedusse che fossero amici e si chiese se il destino non fosse troppo crudele con lei, visto che lo incontrava a ogni passo.
Quando il sole iniziò a scendere, lasciando spazio al freddo invernale, si spostarono tutti all’interno della villa. Un calore piacevole investì Lili mentre entrava dentro e si dirigeva verso il suo posto. Scoprì che avrebbe cenato allo stesso tavolo con Rhys e iniziò a pensare che ormai fosse una punizione divina quella.
«Se questo non è destino, non saprei come chiamarlo.» Rhys si sedette accanto a lei, con lo stesso sorriso che le aveva rivolto all’altare quando le aveva offerto il braccio.
«Lo vedrei più come una punizione.» Lili sorseggiò un po’ di champagne dal suo bicchiere cercando di sembrare indifferente alla presenza di Rhys accanto a lei.
«Punizione per cosa? Sei stata una cattiva ragazza, Lilith?» Si avvicinò a lei e sussurrò quelle parole in modo che le sentisse solo lei.
«Riesci anche a conquistare qualche donna che non sia disperata con queste battute scadenti?» La sua faccia esprimeva disgusto e sperava che il messaggio arrivasse a destinazione.
«Solitamente cadono ai miei piedi e mi guardano nella speranza che io offra loro un anello.» La luce giocosa dei suoi occhi fu sostituita da una triste mentre guardava gli sposi ballare il loro primo ballo.
«Sei un partito davvero così buono?» Lo guardò volutamente dall’alto verso il basso, lentamente, come se stesse valutando ogni sua qualità e ogni suo difetto.
«Qualcuno direbbe che sono un partito migliore di quello che si è aggiudicata Catherine.» Non c’era nessun divertimento nella sua voce, solo una triste verità.
Lili cercò di ricordare la famiglia di Catherine e del suo sposo per capire dove avrebbe potuto collocare Rhys. Aveva compreso che era ricco, ma non era sicura fosse solo quello a portarlo a ribadire che era un buon partito. Non era nemmeno sembrato arrogante, era più rassegnato mentre lo diceva. A Lili sfuggiva ancora il suo nome intero perché era sicura che quello fosse solo un soprannome; quindi, non poteva comprendere dove inserire la sua famiglia tra i ranghi di tutti coloro che erano presenti a quel matrimonio.
Non ebbe tempo per chiedere ulteriori dettagli perché il gruppo di damigelle si avvicinò e invitò tutti a ballare. Lili ovviamente non poteva rifiutare, così si alzò e decise di dare il meglio di sé.
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Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.
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