“Maschere di notte capitolo 14” | Racconto Writober

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Introduzione racconto “Maschere di notte” capitolo 14

“Maschere di notte” è un racconto che avrà diversi capitoli, collegati tra loro dagli stessi protagonisti che si incontrano, si scontrano, pensano ai loro incontri dettati dal destino. Il racconto è stato scritto per la sfida WRITOBER 2025, dove ogni giorno di ottobre viene dato un prompt diverso. I capitoli non sono forse nemmeno ordinati, nascono a caso usando il prompt del giorno.

Prompt 20: gelato sciolto
Prompt 21: E che vestito!
Prompt 22: Questa è la scommessa dell’anno
Il capitolo contiene tutti i prompt citati sopra.

Conoscerete Lili e Rhys, due personaggi che girano tra maschere, doveri, desideri nascosti e un po’ di ironia del destino che sta giocando con le loro vite.

Tutti i capitoli li trovate qui – Maschere di notte

copertina maschere di notte

Maschere di notte

Capitolo 14

Lili stava cercando di mangiare qualcosa, anche se era molto difficile perché il suo stomaco era bloccato. Non aveva fame e se prima era stata agitata per l’arrivo di Rhys, una volta che sua zia era entrata nella biblioteca interrompendo la loro discussione la sua agitazione era cresciuta. Erano passati dal parlare da soli ad avere attorno a loro troppe persone che si stavano già complimentando per quel matrimonio.

Si erano seduti a tavola e prima ancora che i camerieri portassero il primo antipasto, suo zio si erano alzato a aveva fatto un brindisi, annunciando ufficialmente che lei e Rhys si sarebbero sposati tra sei mesi. Per un matrimonio di quella portata sarebbe servito più tempo, ma molti dettagli erano già stati decisi prima che loro si incontrassero persino. L’accordo prevedeva tanti dettagli non scritti ma che tutti davano per scontato.

Il matrimonio si sarebbe celebrato a Londra, il ricevimento sarebbe stato nella tenuta appena fuori dalla città, la data era ormai scelta, la lista di invitati quasi decisa. Lilith avrebbe avuto tanto lavoro da fare sicuramente, ma aveva poco margine di decisione.

Dopo aver ascoltato le congratulazioni di tutti, continuò a sorridere e a fingere di mangiare, anche se le dispiaceva sprecare del cibo. Senza che qualcuno si rendesse conto del suo vero umore, arrivò al dolce. Come prima, cercò di assaggiare almeno quello che aveva davanti e prima che si rendesse conto, il gelato che accompagnava la torta era ormai sciolto. Le sue amiche le avrebbero detto che lasciar sciogliere il gelato in quel modo era una vera eresia da parte sua.

Purtroppo, neanche quel pensiero riuscì a migliorare il suo stato d’animo. Cercò di organizzare mentalmente ciò che avrebbe dovuto fare dal giorno dopo, quando qualcuno le parlò. Impiegò un attimo per capire che era la sorella di Rhys che le stava mostrando qualcosa sul telefono.

Con un sorriso lo prese in mano e sgranò gli occhi quando vide la foto di un vestito da sposa sullo schermo. E che vestito! Aveva smesso di seguire i discorsi che stavano facendo gli altri; quindi, non sapeva come erano arrivati a quel determinato argomento, ma cercò di non farsi trovare proprio impreparata. Guardò i vari dettagli dell’immagine e si rese conto che non corrispondeva minimamente ai suoi gusti.

«Il modello è molto interessante, lo terrò in considerazione sicuramente.» La sua risposta era molto cordiale, anche se quel vestito non era proprio adatto a lei. La gonna era troppo esagerata, le maniche sembravano uscite dagli anni Novanta, con sbuffi e balze che non avrebbe mai messo.

«Questo è il modello che tua zia ritiene perfetto per questo evento. Personalmente consiglierei qualcosa di più semplice, se dovessi seguire i gusti di Rhys.» Victoria le sorrise e si mise a cercare qualcosa sul telefono.

Lilith apprezzò molto quelle parole, probabilmente la sorella di Rhys si era resa conto che non aveva ascoltato nulla di quanto avesse detto sua zia.

«Certo, voi dovete assolutamente dirci cosa preferirebbe il Duca, conoscete sicuramente i suoi gusti. Potete fare una lista di eventuali dettagli e noi terremo conto di tutto.» La zia di Lili si mise a chiedere alla mamma di Rhys se aveva già in mente un menu e dei colori da scegliere, elencando una lunga lista di possibilità. Per lei, non potevano fare nessun passo senza l’approvazione del Duca o di sua madre.

Lili voleva alzare gli occhi al cielo per quel comportamento. Era lei la sposa e nessuno al di là della sorella di Rhys le aveva ancora chiesto cosa desiderava. Sapeva che avrebbe dovuto sopportare tutto e organizzare l’evento anche se non sarebbe stato come lo voleva lei e sperava di poter sopportare tutto quello senza rispondere male a nessuno. Sarebbe stato difficile ed era la scommessa dell’anno con se stessa: non imprecare davanti agli altri e non fuggire in un paese lontano sotto falso nome. Difficile da rispettare, ma ci avrebbe provato con tutte le sue forze.

Arrivarono alla fine di quella cena e dopo aver bevuto il caffè, Lili si alzò e, scusandosi con tutti, uscì dalla stanza. Avrebbero pensato che aveva bisogno di andare in bagno e a lei andava bene così, perché voleva solo respirare alcuni secondi da sola. Uscì in terrazza, anche se faceva freddo, e chiuse gli occhi appoggiandosi alla balaustra, facendo respiri profondi.

«Stai bene Lilith?» Rhys si appoggiò accanto a lei, senza toccarla. Le lasciò lo spazio necessario, voleva solo farle sapere che lui sarebbe stato accanto a lei se ne avesse avuto bisogno.

«Era così evidente che volevo scappare?»

«No, nessuno potrebbe pensare che tu stia scappando da uno scapolo così attraente, ricco e nobile come me. Sarebbe da pazzi corre via da lui.»

Lili sorrise e per la prima volta in tutta quella sera, stava respirando davvero senza avere un blocco sul petto. La voce divertita e palesemente ironica di Rhys l’aveva portata per un attimo a rilassarsi.

«Certo, una donna sarebbe pazza a fare a questo. Hai altre qualità dalle quali non potrebbe assolutamente scappare, oltre alla modestia?» Decise di rispondere alla provocazione e portare avanti quel gioco, anche solo per poco. Voleva essere una persona normale, poter flirtare e conoscere qualcuno per sua scelta.

«Sono attraente e questo lo abbiamo già detto, ho gusto nel vestirmi e direi che sia evidente, sono intelligente visto che ho persino un master e guido diverse aziende in tutto il mondo e poi mi hanno detto di essere bravo anche in altri ambiti, più intimi.» Rhys abbassò la voce e si avvicinò a Lili di proposito quando pronunciò quelle parole.

«Solitamente gli uomini che si vantano di essere bravi, lo fanno per nascondere le loro carenze. Vostra Grazia, non è che nascondete qualcosa e cercate di compensare con ricchezze e vanto?» Lili si girò a guardarlo sorridendo. Se sua zia l’avesse sentita parlare così, le sarebbe venuto un mancamento e l’avrebbe fatto la ramanzina ogni giorno per mesi. Probabilmente lo avrebbe detto a sua madre, facendola svenire pure lei. Tuttavia, voleva correre il rischio perché finalmente si sentiva un po’ se stessa.

«Credimi Lilith, non ho bisogno di compensare nulla e sarei felice di darti una dimostrazione, se non avessi paura di te. Ho già ricevuto una ginocchiata una volta, vorrei evitare che tu tirassi fuori qualche arma per infilzarmi. Anche se sono molto tentato di correre il rischio.»

«La lascerò con il dubbio, Vostra Grazie.» Lili si girò e rientrò, sentendo la risata bassa di Rhys dietro di lei. Sapeva che l’avrebbe seguita e che in sala da pranzo si sarebbero fatti delle domande, ma non voleva pensarci in quel modo. Doveva ritirare su la maschera e finire la serata senza danni. Al resto ci avrebbe pensato il giorno dopo. 

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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