“Maschere di notte capitolo 11” | Racconto Writober

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Introduzione racconto “Maschere di notte” capitolo 11

“Maschere di notte” è un racconto che avrà diversi capitoli, collegati tra loro dagli stessi protagonisti che si incontrano, si scontrano, pensano ai loro incontri dettati dal destino. Il racconto è stato scritto per la sfida WRITOBER 2025, dove ogni giorno di ottobre viene dato un prompt diverso. I capitoli non sono forse nemmeno ordinati, nascono a caso usando il prompt del giorno.

Prompt 14: campeggio
Prompt 15: promesse
Il capitolo contiene entrambi i prompt.

Conoscerete Lili e Rhys, due personaggi che girano tra maschere, doveri, desideri nascosti e un po’ di ironia del destino che sta giocando con le loro vite.

Tutti i capitoli li trovate qui – Maschere di notte

maschere di notte

Maschere di notte

Capitolo 11

Rhys guardò il terrazzo e sorrise. Mancavano due giorni alla Vigilia di Natale e quando Victoria gli aveva detto che aveva una lunga lista di cose da chiedergli, si era preparato a un pomeriggio di shopping intensivo. Gli sembrava strano da parte di sua sorella, ma lo avrebbe fatto se lei fosse stata felice così.

Era rimasto sorpreso quando gli pose davanti una lista di esperienze da fare nella vita. C’erano cose semplici come assaggiare un cocktail appena diventata maggiorenne o fare una notte in bianco e vedere l’alba sull’oceano, e poi cose più serie come visitare alcune città o attrazioni nel mondo. Si era sbizzarrita con le idee e Rhys cercò di memorizzare diversi punti di quella lista, in modo da avere dei potenziali regali per il futuro.

Visto che una di quelle voci era il campeggio ma sua sorella aveva una fobia per gli insetti, decise di organizzarne uno alternativo. C’era una tenda, la coperta sulla quale sedersi, il fuoco e i marshmallow, solo che l’avrebbero fatta in terrazza. Quando sua sorella aveva pensato bene alle varie implicazioni di un campeggio come insetti, freddo, umido, eventuale pioggia e animali, così come assenza di un vero bagno, cambiò idea velocemente.

Rhys cercò però di organizzare qualcosa di carino, comunque, ma in un posto sicuro. Avrebbero avuto il cielo limpido sopra di loro, la vista sulla città, ma senza tutti gli inconvenienti di un campeggio nel bosco.

Si era messo la tuta e la felpa più pesante, prese la confezione di marshmallow e uscì. Victoria era seduta su una coperta per terra, stava avvicinando le mani alla stufetta che avevano mezzo nel mezzo del loro accampamento.

«Come idea di campeggio non mi dispiace. Non abbiamo un fuoco vero, ma credo sia più sicuro così. Non vorrei creare un incendio in un attico sopra Night Bay.» Si strofinò le mani e poi prese un marshmallow e lo mangiò.

«Ho pensato fosse meglio in effetti. Il fuoco e la legna saranno finti, ma come immagine non è male. Credo che la cosa che mi manchi di più dell’Inghilterra siano i veri caminetti accesi.» Rhys allungò le mani verso quella stufetta cercando di immaginarsi come sarebbe stato davanti a un vero caminetto. La stufetta era elettrica, collegata a una prolunga che avevano messo in terrazzo. Era ben fatta, aveva una specie di schermo dove della finta legna bruciava. Era evocativo sicuramente, ma ingannava soltanto l’occhio per poco.

«E non puoi metterne uno anche qui in soggiorno? Non starebbe male.» Victoria cercò di immaginare il loro appartamento cambiato con questa aggiunta.

«Sarebbe un po’ uno spreco, io sono a casa poco, tu hai tanti impegni e stonerebbe un po’ con l’appartamento in generale. Credo dobbiamo accontentarci di averlo quando andremo in Scozia o a Londra.» Lì, in ogni tenuta in campagna, quasi ogni stanza ne aveva uno. Le ville erano state modernizzate, ma quella caratteristica del caminetto in ogni stanza era rimasto dai loro antenati che avevano soltanto quello come strumento per riscaldarsi negli inverni rigidi.

«Non hai detto casa.» Victoria vide la sua espressione un po’ stupita e perplessa, così spiegò meglio. «Hai detto che lo vedremo quando torneremo in Scozia o a Londra, non quando torneremo a casa. Pensi che questa possa diventare la nostra nuova casa davvero?» Victoria lo guardò in attesa di una risposta, trattenendo il fiato. Erano lì da pochi mesi, sapeva che lei sicuramente avrebbe finito l’ultimo anno di liceo lì, ma non sapeva se poteva ancora dire che quella fosse casa sua davvero o se fosse soltanto una pausa che avrebbe ricordato con piacere in futuro.

«Sarò sincero: fisicamente ci divideremo sempre tra i due lati opposti dell’oceano, è inevitabile.  Ci sono doveri ai quali non possiamo sottrarci. Tuttavia, credo che casa diventerà il posto dove stiamo meglio con noi stessi e con la nostra famiglia. Può essere un appartamento, una villa o una baita, non conta la costruzione e nemmeno dove si trovi geograficamente, ma chi ci sarà lì con noi a condividere lo spazio e il tempo.»

«E se un giorno tu volessi tornare a Londra, io dovrò seguirti?» Si sentiva la paura nella voce di Victoria. Si stava finalmente ambientando e stava trovando delle vere amicizie e aveva timore di dover lasciare tutto e iniziare da capo a lottare contro la società londinese.

«No, non dovrai farlo. Ti posso fare questa promessa: verrai come me se lo desideri, oppure andrai lì senza di me. Quando sceglierai di andare da qualche parte, io ti sosterrò, purché sia una scelta ponderata e che ti renda felice.»

«Nessun obbligo come è successo a te con il matrimonio?»

«Ti faccio anche questa promessa: posso non condividere le tue scelte, posso minacciare un tuo potenziale pretendente per vedere se ti merita davvero, ma non ti obbligherò mai a sposare qualcuno. Mai Vic. Tu sarai libera in questo, sempre.»

Rhys l’abbracciò e rimasero così per un po’ di tempo, in silenzio. Sapeva che Victoria aveva paura di trovarsi lo stesso suo destino di un matrimonio combinato, ma lui avrebbe lottato contro il mondo intero perché lei fosse libera.

Ripresero a mangiare i dolci e a parlare di libri e di film, delle vacanze che potevano fare e di come avrebbero passato il Capodanno. Quando iniziarono ad avere troppo freddo, decisero di spegnere la stufa e rientrare in soggiorno, dichiarando che forse i campeggi non facevano proprio per loro.

Disclaimer & copyright

Il contenuto del racconto pubblicato sopra è protetto dalla normativa vigente in materia di tutela del diritto d’autore, legge n. 633/1941, qualsiasi riproduzione anche parziale senza autorizzazione è vietata. Questa breve storia è un’opera di fantasia, personaggi e situazioni sono inventate e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, eventi, luoghi e persone, vive o scomparse, è puramente casuale.

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