“Hortensia” Lucia M. Collerone | Recensione

“Hortensia” Lucia M. Collerone | Recensione

Trama: “Hortensia”

Sicilia, primavera 1939. Vicino al tempio di Demetra, nella campagna dorata tra Agrigento e Gela, il figlio del fattore, Mario, e la figlia del padrone, Hortensia con la acca, come tiene a precisare, si tuffano nei prati verdi e profumati, aspirano la vita, e avvertono che qualcosa si sta trasformando nella loro amicizia. Come sempre nei suoi romanzi, Lucia Maria Collerone intreccia con sapienza la storia fatta di guerra, fame, bombardamenti e mancanza di libertà con le vite dei suoi giovani protagonisti: vie partigiane, vie di una conoscenza antica, quella della spagiria siciliana, che porteranno Hortensia a diventare una potente maga moderna. Maga di medicina, perché cura, ma anche maga d’amore, perché forte è quello che prova per la vita e per la sua inesauribile meraviglia. Un nuovo e indimenticabile personaggio femminile creato dalla penna di una straordinaria autrice siciliana, che scrive con il cuore, e che il cuore sempre colpisce.

Hortensia copertina

Commento

Hortensia è un romanzo intenso, capace di raccontare la vita di due ragazzi che crescono in un mondo in trasformazione, travolto dagli eventi della guerra. Hortensia e Mario provengono da contesti sociali diversi, ma la loro amicizia, nata nell’infanzia, è uno dei fili più solidi che li unisce mentre tutto attorno a loro cambia.

La storia mette al centro la famiglia, la solidarietà e l’importanza di creare una rete di aiuti, indipendentemente dalla ricchezza, dal ruolo sociale o dalle convinzioni politiche. La guerra porta via molto: certezze, persone amate, progetti. Eppure, nel romanzo emerge con forza un tema fondamentale: l’umanità resiste, soprattutto quando ci si tende la mano a vicenda, anche a chi indossa una divisa diversa o pensa in modo opposto.

Hortensia è un personaggio che colpisce: cresce, matura fretta, impara a prendersi cura degli altri e diventa medico, una figura di salvezza in mezzo al caos. Mario, dal canto suo, affronta la guerra come può, con coraggio e senso del dovere. Le loro vite scorrono parallele, si intrecciano, si allontanano e si ritrovano, in una storia bella e dolorosa allo stesso tempo, segnata da perdite e cicatrici profonde.

Il finale, pur duro, è coerente con il messaggio del romanzo: la vita purtroppo non ci offre sempre ciò che desideriamo, ma l’amore può trasformarsi, sopravvivere e diventare una forza che spinge avanti. Non scompare: cambia forma e apre alla possibilità di nuove strade.

Un libro che emoziona, fa riflettere e lascia una traccia. 

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