Trama: “Elogio della follia”
La filosofia ha sempre cercato la chiave per un’esistenza felice. Erasmo da Rotterdam, con la sua opera, insegna un aspetto importante della vita e della ricerca della felicità. L’Elogio della Follia è un saggio scritto da Erasmo da Rotterdam nel 1509 e pubblicato per la prima volta nel 1511. L’opera fu redatta e completata in prima stesura nel giro di una settimana, mentre Erasmo soggiornava con Tommaso Moro nella residenza di quest’ultimo a Bucklersbury.
La sottile ironia di Erasmo da Rotterdam non risparmia nessuna categoria dei suoi contemporanei. Uomini che sembrano tratti dai nostri giorni a dimostrazione che l’uomo, soprattutto nei suoi difetti, è sempre lo stesso e non ha voluto evolversi. Così, l’Elogio della Follia, pur essendo stato scritto oltre 500 anni fa, è sorprendentemente attuale, e con pungente ironia, mette a nudo le ipocrisie e i vizi della Chiesa senza mai scadere nella rabbiosa invettiva.

Commento
Elogio della follia è un testo attuale, nonostante sia stato scritto nel pieno del Rinascimento. Erasmo affida la parola alla Follia stessa, che diventa narratrice e osservatrice dell’agire umano, permettendo all’autore di criticare la società in modo ironico e molto sottile.
La follia viene presentata nelle sue molteplici sfumature: non è solo come mancanza di razionalità, ma anche come forza vitale. È follia concedere fiducia agli altri, stringere amicizie, lasciarsi andare alla gioia e all’entusiasmo per ciò che accade nella vita, vivere con una certa incoscienza. Eppure, senza queste “follie”, l’esistenza sarebbe arida, fredda, priva di slancio. Viene vista in modo positivo qui, perché senza questo genere di follia, l’uomo non avrebbe una vita con dei sentimenti.
Attraverso questo espediente narrativo, Erasmo mette in discussione diverse convinzioni radicate e atteggiamenti comuni, arrivando a toccare temi delicati come la religione e il credere in ciò che non si vede o non si può dimostrare. La critica non è mai aggressiva: è raffinata, mescolando finto elogio e ironia, proprio perché a parlare è la follia umana, che si autocelebra svelando al tempo stesso le contraddizioni degli uomini.
Il risultato è un testo che fa sorridere in alcuni punti, che invita a riflettere e spiazza in altri. Elogio della follia non condanna apertamente nessuno: osserva, smaschera e costringe il lettore a interrogarsi sul confine sottile tra ragione e follia, mostrando come, in fondo, molte delle strutture su cui si regge la società siano costruite proprio su quella follia che tutti fingono di disprezzare.
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