“Balzac e la Piccola Sarta cinese” Sijie Dai | Recensione

“Balzac e la Piccola Sarta cinese” Sijie Dai | Recensione

Trama: “Balzac e la Piccola Sarta cinese”

La storia di questo libro racconta di come la lettura, grazie alla segreta malia di una misteriosa, preziosissima valigia di libri occidentali proibiti, riesca a sottrarre due ragazzi, colpevoli soltanto di essere figli di “sporchi borghesi”, a svariate torture e permetta anche a uno di loro di conquistare la “Piccola Sarta cinese”. Così, pur vivendo in mezzo agli orrori della rieducazione, i due ragazzi e la Piccola Sarta scopriranno, in virtù di qualche goccia magica di Balzac, che esiste un mondo fatto di pura, avventurosa bellezza. Attraversando, nel frattempo, rocambolesche avventure.

Commento

Ambientato durante la Rivoluzione Culturale cinese, Balzac e la piccola sarta cinese racconta momenti di vita quotidiana fatto di privazioni, rieducazione forzata e piccoli atti di ribellione silenziosa. La storia è narrata in prima persona da uno dei due protagonisti, mandato insieme all’amico Luo in un villaggio sperduto per essere “rieducato”, in quanto figlio di una famiglia colta e considerata pericolosa dal regime.

Nonostante il lavoro duro e l’isolamento da ogni punto di vista, i due ragazzi portano con sé un bagaglio culturale che diventa in qualche modo il loro rifugio. Quando entrano in possesso di alcuni libri proibiti, tra cui Balzac, decidono di leggerli di nascosto. Non lo fanno per amore della letteratura, ma perché possono permetterselo: sanno leggere, sanno comprendere, in un mondo in cui molti sono analfabeti. Raccontano i film visti agli abitanti del villaggio e condividono storie, incantando gli altri con il loro modo di parlare.

La figura che forse subisce il cambiamento più importante è quella della Piccola Sarta. Attraverso le storie ascoltate e i libri proibiti scopre un mondo nuovo, una possibilità diversa per se stessa, e matura il desiderio di lasciare il villaggio per cercare fortuna in città e costruirsi una vita migliore. La letteratura, per lei, non è un gioco o una semplice trasgressione, ma uno strumento di emancipazione e cambiamento.

I due protagonisti, invece, sembrano vivere la lettura in modo più superficiale. I libri diventano un divertimento, un privilegio, un modo per sentirsi diversi e superiori rispetto a chi non ha accesso a quegli stessi strumenti. La loro ribellione resta spesso in superficie e non sempre si traduce in una vera presa di coscienza, per me.

Nel complesso, il romanzo offre una riflessione sul valore della cultura, sulla libertà di pensiero e sul potere trasformativo delle storie, mostrando come per qualcuno ha un impatto importante mentre altri è solo un gioco. 

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